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Malagò: "Sport deve essere per tutti, Coni lavora per questo"

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Malagò: Sport deve essere per tutti, Coni lavora per questo

(Afp)

Industria, ma anche fonte di intrattenimento ed educazione. Se c'è un fenomeno che racchiude ognuna di queste sfaccettature è lo sport e sta al Coni decidere quale indirizzo prendere e quale, soprattutto, dovrà essere il modello italiano. E' per questo che il presidente Giovanni Malagò ha convocato il 21 e il 22 novembre prossimi gli Stati Generali dello Sport, che si terranno a Roma.

"La domanda fondamentale che le persone con responsabilità analoghe alla mia si fanno è questa: lo sport - afferma Malagò intervistato dal Sole 24 ore - dev'essere per tutti o per pochi? In altre parole, dobbiamo lavorare per assicurarci che il maggior numero di persone abbia l'opportunità di praticarne uno o dobbiamo pensare solo al vertice? Io non ho mai avuto dubbi sulla risposta da dare".

Una risposta decisamente inclusiva, quella del presidente, che insieme al governo e al ministro dello Sport Luca Lotti sta inoltre "mettendo in campo iniziative per colmare il gap" dell'impiantistica, dove "siamo indietro. Gli stadi in media hanno 60 anni. Molte città non hanno strutture multidisciplinari. Ci sono problemi perfino a Milano", spiega ancora al quotidiano economico. "Il bando Sport e Periferie del 2016 stanzia 100 milioni e sono state avviate le procedure per oltre 180 interventi. Il Piano - annuncia - sarà rifinanziato con altri 100 milioni".

E alla domanda sul futuro dello sport in Italia, Malagò risponde: "Lo sport è cambiato. È sempre più globale e competitivo. Noi però abbiamo dimostrato di poter garantire lo sport di base e di poter vincere. I recenti primati nel medagliere di nuoto, scherma e canottaggio sono un buon viatico. Ma il nostro scopo resta quello di non lasciare indietro nessuno".

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