Giro d'Italia: ecco le tappe

Tra qualche polemica e molta voglia di sport, gli organizzatori si preparano al prossimo Giro d'Italia che partirà il 4 maggio 2018 per finire il 27 dello stesso mese a Roma.

Ecco le 21 tappe del 101esimo giro.

Tappa 1 ( 9,7 km ) GERUSALEMME - Tappa breve, molto mossa e articolata. È una sequenza di numerosi saliscendi con cambi di direzione senza un attimo di respiro vista anche la brevità del percorso. Pochi sono i tratti in cui si può tenere a lungo la posizione, le capacità di guida saranno importanti permettendo di mantenere la massima velocità lungo tutto il percorso.

Tappa 2 (167 km) HAIFA-TEL AVIV - Tappa per ruote veloci. Si svolge prevalentemente su strade ampie, pianeggianti e con pochi cambi di direzione. A metà l'unico GPM a Zikhron Ya'aqov (città fondata nel 1882 da Edmond Rotschild in memoria del padre James (Yakob)) al termine di un piccolo muro. Arrivo molto veloce attraverso Tel Aviv e Jaffa.

Tappa 3 (229 km) BE'ER SHEVA-EILAT - È la tappa del Deserto del Negev. Si toccano i luoghi di Ben Gurion (fondatore di Israele) e in particolare Sde Boker dove è sita la sua tomba. Si attraversa il Ramon Crater (il più grande al mondo erosivo circa 40 km di ampiezza) dove il "muretto" di circa 1200 m in uscita costituisce il GPM di giornata. Arrivo presumibilmente in volata a Eilat località balneare sul Mar Rosso

Tappa 4 (191) CATANIA-CALTAGIRONE - Tappa molto mossa e costellata di difficoltà con numerosi saliscendi attraverso le asperità del sud della Sicilia. Due i GPM classificati, ma molte di più le salite compresa quella finale che porta nella parte alta di Caltagirone. La città viene attraversata nella sua parte centrale passando vicino a luoghi famosi come la Scalinata di Santa Maria del Monte tutta rivestita di ceramica multicolore.

Tappa 5 (152 km) AGRIGENTO-SANTA NINFA nella Valle del Belice.

Tappa 6 (163 km) CALTANISSETTA-ETNA - Primo arrivo in salita del Giro 2018. Prima parte mossa con passaggi in Enna e Piazza Armerina come preludio alla scalata finale. Da Paternò si sale per 25 km con pendenze a crescere. Dopo Ragalna inizia la vera salita (inedita) su strada stretta attraverso parchi e colate laviche fino all'Osservatorio Astrofisico. L'osservatorio Astrofisico, che si trova circa 3 km prima del Rifugio Sapienza (già arrivo di più tappe), è la stazione montana dell'Osservatorio di Catania intitolata a M.G.Fracastoro che ne fu direttore a fine anni '50.

Tappa 7 (159 km) PIZZO-PRAIA A MARE - Tappa interamente sulla statale 18 destinata alle ruote veloci del gruppo. Si percorre quasi tutta la costa tirrenica della Calabria da Pizzo fino a Praia. Passaggio nell'abitato prima di arrivare al rettilineo di 3 km del Lungomare. Nessun GPM in questa tappa, come per le crono e la tappa finale. Stesso arrivo del 2016 dove vinse in solitaria Ulissi senza però il muro al 18% di via del Fortino, da Scalea si resta sempre sulla ss.18 nuova senza il tratto molto articolato di S.Nicola Arcella percorso nel 2016.

Tappa 8 (208 km) PRAIA A MARE-MONTEVERGINE DI MERCOGLIANO - Secondo arrivo in salita e 5a volta di Montevergine in questo secolo. Dopo la costa Lucana del Tirreno si attraversa il Cilento e si costeggiano le spiagge fino a Salerno da dove si inizia a salire costantemente fino all'ascesa finale del Santuario. Alle 5 volte degli anni 2000 va aggiunto l'arrivo del 1962 [Desmet].

Tappa 9 (224 km) PESCO SANNITA-GRAN SASSO D'ITALIA (Campo Imperatore) - Terzo arrivo in salita. Tappa molto lunga e mossa caratterizzata soprattutto dalla lunghissima ascesa finale. Montagna Pantani il Gran Sasso (Campo Imperatore) è una salita interminabile (inedita salvo gli ultimi 6 km) di quasi 45 km spezzata da un falsopiano centrale tale che saranno aggiudicati un GPM a Calascio (primi 15 km circa) e uno all'arrivo. Prima di questi anche Roccaraso è una salita classificata GPM. Per pochi metri Campo Imperatore cede la Cima Coppi al Colle delle Finestre. Il Gran Sasso è stato arrivo 4 volte di una tappa del Giro, ma nel 1985 si arrivò quasi 1000 m più in basso a Fonte Cerreto.

Tappa 10 (239 km) PENNE-GUALDO TADINO - È la tappa più lunga del Giro 2018 con i suoi 239 km. Da Penne si effettua una lunga traversata degli Appennini centrali, costeggiando il Gran Sasso da est e poi i Monti Sibillini fino all'Appennino Umbro. Innumerevoli le salite brevi, 3 classificate GPM, finale mosso per attaccanti anche se non è completamente esclusa la volata. A pochi km dalla partenza passaggio in Farindola e poco dopo accanto ai resti dell'Hotel Rigopiano (18.01.2017). Dopo Ascoli Piceno si toccano alcuni centri Marchigiani del cratere del Terremoto dell'agosto 2016.

Tappa 11 (156 km) ASSISI-OSIMO - Tappa mossa con salite medio lunghe nella prima parte e i classici muri Marchigiani nella seconda. Si scala il Passo del Termine (inedito) fino poi a raggiungere la Provincia di Ancona dove si scalano il Muro di Filottrano (città di Michele Scarponi) che presenta pendenze fino al 13-14% e e in sequenza due strappi molto vicini a Osimo fino all'arrivo finale nel centro storico medievale di Osimo già sede di 2 arrivi [87-Forest e 94-Argentin].

Tappa 12 (213 km) OSIMO-IMOLA - Tappa completamente pianeggiante lungo la ss.16 “Adriatica” prima e lungo la ss.9 via Emilia nel finale. Solo dopo il passaggio sull'arrivo si affronta un giro del circuito dei Tre Monti prima dell'arrivo per una probabile volata all'interno dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, dove vinse Zakarin nel 2015 e Vittorio Adorni si laureò campione del mondo nel 1968.

Tappa 13 (180 km) FERRARA-NERVESA DELLA BATTAGLIA - Tappa quasi completamente piatta che attraversa da sud verso nord la Pianura Padana fino al Montello dove in un circuito di circa 30 km presenta alcune piccole asperità che non dovrebbero impedire la volata di gruppo finale. Nel finale si toccano alcuni dei luoghi simbolo della Grande Guerra a partire dal Piave e altri più moderni e attuali del vino. In fase di avvicinamento si attraversano zone del Polesine orientale che non venivano toccate da una tappa del giro da oltre 30 anni

Tappa 14 (181 km) SAN VITO AL TAGLIAMENTO-MONTE ZONCOLAN - Primo tappone alpino del Giro. In 181 km si scalano 5 GPM per circa 4400 m di dislivello. Si tocca il Monte di Ragogna con le sue pendenze elevate e poi negli ultimi 45 km si scalano Passo Duron, Sella Valcalda e Monte Zoncolan senza un metro di pianura. Per lo Zoncolan è il 6° arrivo, il 5° dal versante "monstre" di Ovaro. Sul Monte di Ragogna si sono risolti diversi Giri del Friuli primo fra tutti quello del 1990 dove Bugno si aggiudicò il titolo italiano. Il monte Zoncolan presenta nella prima parte pendenze fino al 22%. A Chialina (1.5 km prima dell'inizio salita) ci sarà il consueto pit-stop per passare dalle auto alle moto.

Toppa 15 (176 km) TOLMEZZO-SAPPADA - Tappa Dolomitica con 4 GPM, nessuno durissimo, ma nessuno facile. In particolare dopo Auronzo di Cadore si affrontano due salite inedite del Comelico (Passo Sant’Antonio e Costalissoio) con la quasi totalità dei km sempre sopra il 10%. Finale sempre in leggera ascesa. L'arrivo è situato a qualche centinaio di metri da quello del 1987 dove Stephen Roche conquistò la prima maglia Rosa del suo Grande Slam “Giro-Tour-Mondiale” di quell'anno impresa riuscita prima di lui solo a Eddy Merckx nel 1974.

Tappa 16 (34,5 km) TRENTO-ROVERETO - Cronometro per specialisti quasi completamente pianeggiante con lunghi rettilinei raccordati da ampie curve dove la velocità non diminuisce. Finale cittadino un po' più complesso, ma sempre molto veloce. Medie previste attorno ai 50 km/h, due i punti di rilevamento intermedio.

Tappa 17 (155 km) RIVA DEL GARDA-ISEO - Tappa con partenza in salita (non dura) con alcune lunghe gallerie fino al Lago di Ampola dove iniza la progressiva discesa verso il lago d'Iseo. Piccole risalite di cui Lodrino classificata GPM fino al primo passaggio sulla linea di arrivo. Circuito finale di quasi 20 km che attraversa tutta l'area del Franciacorta. Ultima tappa per velocisti prima della passerella finale di Roma.

Tappa 18 (196 km) ABBIATEGRASSO-PRATO NEVOSO - Tappa pianeggiante lunga quasi 200 km con salita "secca" finale. Lunghissimo avvicinamento attraverso la Pianura Padana e le Langhe fino a Mondovì dove la strada inizia a salire e quindi inizierà anche la lotta per la vittoria. Salita lunga con pendenze abbastanza pedalabili molto costanti. È la stessa salita che vide vincitori Tonkov (96) e Garzelli (2000) al Giro e Gerrans (2008) al Tour.

Tappa 19 (181 km) VENARIA REALE-BARDONECCHIA - Primo tappone delle Alpi occidentali. Presenta 4 GPM tutti con salite lunghe e impegnative. Dopo il Colle del Lys si affronta il Colle delle Finestre (Cima Coppi) con i sui 9 km sterrati. L'arrivo questa volta non è a Sestrière dove si transiterà, ma a Bardonecchia (Jafferau) dopo 7 km di salita al 9%. Lo stesso luogo dove nel 1972 Eddy Merckx riprese e staccò Josè Manuel Fuente che lo aveva attaccato. Nel 2013 durante la tappa di "emergenza" fu affrontato senza salite precedenti e arrivarono Santambrogio (poi squalificato) e Nibali che vinse il Giro.

Tappa 20 (214 km) SUSA-CERVINIA - Secondo Tappone delle Alpi Occidentali con 4500 m di dislivello suddiviso in sole 3 salite. Dopo una prima parte pianeggiante (anche se sempre a salire) entrati in Valle d’Aosta si affronta l'inedito Col Tsecore con i sui 3 km oltre il 12% nell'ultima parte e dopo una discesa veloce si affrontano St. Pantaléon e Cervinia senza un metro di respiro. Il Col Tsecore ha un nome molto "variabile", dall’orginale Col du Mont-Tseuc lo si trova nella versione italianizzata di Zuccore, ma anche Tzecore. Il Giro adotta quella della segnaletica stradale in loco che riporta "Col Tsecore".

Tappa 21 (118 km) ROMA - Passerella finale in circuito di 11.8 km da ripetere 10 volte nel centro di Roma. Si ripercorrono in gran parte le strade della crono 2009 come i Fori Imperiali, via Nazionale, via Sistina, Piazza del Popolo, via del Corso, via del Circo Massimo con il passaggio dalle Terme di Caracalla e dal Colosseo prima dell'arrivo (in volata probabilmente) ai Fori Imperiali.