Da Ibra a Cassano: la zona d'ombra dei campioni

Il lato oscuro dietro un grande calciatore. Spesso il talento cristallino e i gol spettacolari nascondono ferite che hanno lasciato il segno. Sei stelle del calcio, tra cui Franck Ribéry, Zlatan Ibrahimovic, Emmanuel Adebayor, Eric Abidal, Thierry Henry e l'italiano Antonio Cassano, hanno deciso di raccontare il lato più intimo e umano delle loro vite ad un ex compagno, Oliver Dacourt (ex centrocampista di Roma e Inter) regista di 'Ma part d'ombre '. Un documentario prodotto da Canal+ e presentato al 'V Festival di sport, letteratura e cinema' di Lione. Il regista-calciatore decide di intraprendere questo viaggio nella zona d'ombra di grandi campioni mettendosi in gioco lui stesso. Raccontando alcuni episodi che l'hanno segnato come la morte di un suo caro amico e compagno nelle giovanili. Una cicatrice che ha accompagnato per tutta la vita l'ex calciatore.

Il documentario va oltre le apparenze da copertina dei grandi campioni. Cerca di rompere l'immagine standard e la reputazione ovattata costruita con troppa fretta da molte stelle del calcio. Olivier Dacourt mette in primo piano la riflessione, il ricordo e l'umanità. Come la povertà, le sofferenze e determinate scelte abbiano cambiato e plasmato giovanissimi talenti trasformandoli nei campioni che hanno fatto gioire milioni di tifosi. "Sono cresciuto con quello che mi mancava", ha confessato Antonio Cassano, il bambino prodigo di Bari Vecchia arrivato a giocare prima nella Roma e poi nel Real Madrid. La strada come palcoscenico per esibirsi e sfogare la rabbia. Come la diversità vissuta da Zlatan Ibrahimovic: "Dato che ero diverso dovevo fare dieci volte di più degli altri". Il carattere per molti di questi campioni si è forgiato nelle difficoltà di dover salire anche la scala sociale. Emmanuel Adebayor è partito dal cuore dell'Africa per cercare fortuna nel Vecchio Continente. Dalla povertà del suo villaggio in cui però già sognava di segnare valanghe di gol e vincere trofei. Il lato oscuro di Thierry H enry, campione del Mondo con la Francia e attaccante di Juventus, Arsenal e Barcellona, è stato il rapporto di padre. Uomo esigente e spesso molto duro "Quello che volevo era far sorridere mio padre", ha spiegato Henry a Dacourt.