Ronaldo alla Juve, operai Fiat in sciopero

L'affare del secolo fatto dalla Juventus con l'acquisto di Cristiano Ronaldo non è andato giù agli operai Fiat. L'Unione sindacale di base (Usb) ha proclamato uno sciopero allo stabilimento Fiat Chrysler di Melfi denunciando come sia "inaccettabile" chiedere "enormi sacrifici a livello economico" ai lavoratori di Fca e Cnhi e alla stesso tempo "spendere centinaia di milioni di euro per l'acquisto di un calciatore". L'agitazione per ragioni di ''iniquità'' è prevista dalle ore 22 di domenica 15 luglio fino alle ore 6 di martedì 17. "Ci viene detto che il momento è difficile - si legge in un comunicato -, che bisogna ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa del lancio di nuovi modelli che non arrivano mai. E mentre gli operai e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia, la proprietà decide di investire su un'unica risorsa umana tantissimi soldi''.

La Usb aggiunge che ''siamo tutti dipendenti dello stesso padrone ma mai come in questo momento di enorme difficoltà sociale questa disparità di trattamento non può e non deve essere accettata'', soprattutto perché ''gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni, arricchiscono chiunque si muova intorno a questa società e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria''. Secondo l'organizzazione, la proprietà ''dovrebbe investire in modelli auto che garantiscano il futuro di migliaia di persone piuttosto che arricchirne una soltanto, questo dovrebbe essere il fine di chi mette al primo posto gli interessi dei propri dipendenti''.

UILM - Ma le voci sono diverse, all'interno del fronte sindacale. Secondo Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, responsabile dei settori auto ed elettrodomestici, "gli scioperi dichiarati negli stabilimenti Fca di Pomigliano e di Melfi, proclamati da sigle minori per protestare" contro l'acquisto di Ronaldo "non hanno una natura autenticamente sindacale e stanno trovando un’eco mediatica del tutto spropositata".

"Lo sciopero - argomenta il sindacalista - è un diritto fondamentale di rilevanza costituzionale, che va utilizzato con grande serietà e che comporta un sacrificio salariale da parte dei lavoratori, un sacrificio che si giustifica quando ci sono diritti concreti da difendere. L’acquisto di Ronaldo non solo non concerne i diritti dei lavoratori, ma non riguarda nemmeno l’azienda in cui è stato proclamato, giacché Fca e Juventus sono società completamente distinte. In ogni caso sarà la adesione dei lavoratori, che immaginiamo molto modesta, a dimostrare quanto poco rilevante nella realtà sia questa vicenda. L’attenzione spropositata dei media - aggiunge Ficco - corre il rischio di dare un’immagine completamente rovesciata e grottesca della vita di fabbrica, delle aspettative dei lavoratori e delle dinamiche sindacali". A Torino, conclude il sindacalista della Uilm, "si sta riunendo un network sindacale internazionale dei sindacati presenti in Fca e in Cnhi, che chiede alla dirigenza aziendale di avviare un dialogo; è di questo che a nostro avviso si dovrebbe parlare se si vuole davvero provare a portare su un piano di parità il confronto fra capitale e lavoro".