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Parma e Chievo, incubo B

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Parma e Chievo, incubo B

(Fotogramma/Ipa)

Incubo serie B per Chievo e Parma, speranza serie A per Crotone e Palermo. L'ennesima estate calda del calcio italiano mischia di nuovo le carte dei campionati e, a meno di dieci giorni dal lancio del calendario di serie A, non è ancora possibile dire chi sarà a riempire le ultime caselle. Due processi sportivi andati in scena nello stesso giorno hanno rimesso in discussione i verdetti del campo.

Il Parma, coinvolto per responsabilità oggettiva nel caso del presunto illecito sportivo di Emanuele Calaiò, rischia una penalizzazione di due punti nella scorsa stagione che farebbe sfumare la promozione. Il Chievo, deferito per responsabilità diretta con l'accusa di plusvalenze fittizie, rischia una stangata di 15 punti di penalizzazione che lo farebbe precipitare in serie B.

A inguaiare il Parma sono i messaggi spediti tramite whatsapp dall'attaccante Calaiò all’ex compagno di squadra Filippo De Col prima dell'incontro del 19 maggio scorso con lo Spezia. La procura Figc nel processo di ieri davanti al Tribunale presieduto da Mario Antonio Scino ha chiesto il -2 nel campionato 2017-2018 o, qualora la sanzione venisse applicata al prossimo campionato, sei punti da scontare in serie A.

Se la prima richiesta dovesse essere accolta a beneficiarne potrebbe essere il Palermo, accolto al processo per il suo "interesse diretto" (ma a sua volta a rischio deferimento per illecito amministrativo). Davanti ai giudici del Tfn ha preso la parola lo stesso Calaiò, accusato di tentato illecito sportivo con richiesta di 4 anni di squalifica e 50mila euro di ammenda. "Ho passato un'estate orribile, non sono mai stato coinvolto in niente e non mi aspettavo di arrivare a questa situazione per dei messaggi innocui, stupidi e soprattutto scherzosi che non avevano un secondo fine", ha detto il giocatore 36enne.

Secondo la procura federale, invece, i messaggi da lui inviati a De Col e indirizzati anche all'altro ex compagno di squadra Claudio Terzi configurano un tentativo di illecito: "Per noi il senso del messaggio è: non fateci sorprese, scansatevi", ha evidenziato il sostituto procuratore federale Gaetano Tornatore, secondo cui il tentato illecito sarebbe provato anche dal successivo messaggio inviato da Calaiò, con la precisazione che si trattava di uno scherzo, dopo ore di "silenzio totale" da parte dei due giocatori dello Spezia.

Il legale del giocatore, Paolo Rodella, ha chiesto la sua assoluzione o in via subordinata l'applicazione del solo articolo 1 (slealtà sportiva). Il legale del Parma, Edoardo Chiacchio, si è detto "esterrefatto" dalla richiesta "incomprensibile" della procura e ha ricordato i precedenti di Paganese e Poggibonsi che nel processo 'Dirty Soccer' "hanno ricevuto un solo punto di penalizzazione per il comportamento dei rispettivi dirigenti".

Anche l'ad del Parma, Luca Carra, si è rivolto ai giudici chiedendo che "non venga offuscata la magnifica impresa sportiva di questa società nata da un fallimento". Ma non è solo il Parma a tremare. Nel pomeriggio, infatti, ha preso il via il processo a porte chiuse di Chievo e Cesena (ormai prossimo al fallimento) per plusvalenze fittizie legate a valutazioni, ritenute gonfiate dalla procura, negli scambi fra le due società di una trentina di giocatori.

Pesante la richiesta della procura: 15 punti di penalizzazione per Chievo e Cesena (5 per ogni stagione interessata dalle presunte irregolarità) da scontare nella stagione 2017/2018, 36 mesi di inibizione per il presidente Luca Campedelli. Poco cambia per il Cesena (mentre l'Entella sogna la B), molto per il Chievo che in ogni caso non si dà per vinto. "Di solito quando si ha torto si fanno sempre richieste pesanti per suggestionare i tribunali", ha detto il legale del club, Marco De Luca, che pone l'accento su una presunta improcedibilità sostenendo che "la procura si è rifiutata per due volte di ascoltare il presidente Campedelli".

In questo caso a sperare è il Crotone, ammesso al processo. "Siamo fiduciosi che questi punti di penalizzazione vengano confermati in tutti i gradi di giudizio", le parole del presidente del Crotone, Gianni Vrenna. Le sentenze di primo grado sono attese entro lunedì, poi è probabile che inizierà il solito valzer dei ricorsi.

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