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1 bambino su 10 vittima di lavoro minorile

11 giugno 2019 | 10.08
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L'allarme dell'Unicef: "Nelle sue forme peggiori può tramutarsi in schiavitù, sfruttamento sessuale ed economico, morte"

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Nel mondo quasi 1 bambino su 10 è vittima di lavoro minorile, ed il numero aumenta a circa 1 su 5 in Africa. E' la denuncia dell' Unicef in vista della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile , che si celebra domani. Inoltre, "l’incidenza del lavoro minorile in Paesi colpiti da conflitti armati, dove vivono circa 250 milioni di bambini, è più alta del 77% rispetto alla media globale, mentre la percentuale di lavori pericolosi è maggiore del 50%".

L'Unicef sottolinea che "nelle sue forme peggiori, il lavoro minorile può tramutarsi in schiavitù, sfruttamento sessuale ed economico, morte". "Il lavoro minorile è sia causa che conseguenza della povertà: rinforza le disuguaglianze sociali e la discriminazione, priva i bambini di un futuro prospero e mina al benessere sia dello Stato sia dell’individuo", ricorda Francesco Samengo, presidente di Unicef Italia.

Infatti, "è stato dimostrato che il lavoro minorile compromette direttamente l’istruzione, la salute e di conseguenza ostacola le capacità dei bambini e delle famiglie di trarre beneficio da opportunità di sviluppo sociale ed economico". Fra il 2008 e il 2012, il lavoro minorile è diminuito di solo l’1% e i progressi nella riduzione del lavoro delle ragazze sono stati il 50% in meno di quelli per i ragazzi.

Ai tassi attuali, 121 milioni di bambini saranno ancora vittime di lavoro minorile nel 2025 e in 52 milioni impiegati in lavori pericolosi. Diversi settori sono coinvolti, come agricoltura, manifattura, miniere e cave, lavori domestici. "Spesso, questi lavori si nascondono alla vista" osserva l'Unicef. "Per esempio, gli stimati 15-16 milioni di bambini che svolgono mansioni domestiche nel mondo, la maggior parte ragazze, sono raramente visibili, ma affrontano molti pericoli".

In quasi tutte le regioni i bambini e le bambine hanno le stesse probabilità di essere coinvolti in lavoro minorile, ad eccezione dell’America Latina e dei Caraibi dove i ragazzi hanno maggiori probabilità rispetto alle ragazze di svolgere un lavoro: 13% contro 8%. In Africa Centrale e Occidentale per entrambi la percentuale si attesta attorno al 32%; in Africa Subsahariana il 30% dei ragazzi è coinvolto in lavoro minorile, rispetto al 29% delle ragazze; in Africa Meridionale e Orientale il 27% contro il 24% mentre in Medio Oriente e in Nord Africa i ragazzi sono l’8% rispetto al 6% delle ragazze.

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