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Uiltec: "Servono capitani coraggiosi per investire nella crescita"

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Uiltec: Servono capitani coraggiosi per investire nella crescita

(Afp)

La ripresa degli investimenti "è uno dei pilastri su cui costruire una crescita stabile", e "per consolidare la crescita va detto con chiarezza che non servono imprenditori 'prenditori', ma semmai 'capitani coraggiosi' che con coraggio scommettono sul futuro e sanno scrollarsi di dosso paure e diffidenze: ad essi, certo, vanno garantite condizioni per lavorare, certezze in ogni direzione che da parte dell’impegno contrattuale del sindacato non mancheranno di certo". Lo ha detto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, nella sua relazione introduttiva al congresso nazionale del sindacato di categoria che si è aperto alla stazione marittima di Napoli.


Secondo Pirani, "un motore del lavoro troppo trascurato è stato quello degli investimenti che stanno rialzando timidamente la testa ma che per troppo tempo hanno languito, anche dopo la fine della fase più pesante della crisi". "In realtà, esistono responsabilità della politica e dell’imprenditoria - ha avvertito - in questo ritardo che ha rallentato la ripresa e rende tuttora instabile il mercato del lavoro".

Per il dirigente sindacale, "la partita sugli investimenti diventa, quindi, la chiave di volta di una nuova politica economica, e questo è tanto più vero se si pensa alla situazione delle regioni meridionali la cui protesta anche nel voto per il divario che le distanzia sul piano economico e civile dal resto dell’Europa e della stessa Italia del Nord e del Centro impone la fine di quella indifferenza politica nei riguardi delle problematiche dello sviluppo del Sud".

Problematiche che, ha avvertito Pirani, "non vanno risolte con nuove promesse di assistenza o con scelte di risulta, come è avvenuto nel più recente passato, accentuando la fuga dei giovani, impoverendo il tessuto economico, rendendolo più permeabile nei confronti degli appetiti della criminalità organizzata, accentuando il disordine sociale testimoniato dal livello non certo soddisfacente della qualità della vita di grandi aree urbane".

Per Pirani, "il Sud ha risorse umane, culturali ed economiche in grado di risollevare le sorti di questa parte del nostro Paese, e potrebbe dare un forte contributo al rilancio dei fondamentali economici del Paese a partire dal Pil". "Ma deve uscire dallo stato di abbandono - ha detto - in cui ha versato per anni a causa di molteplici responsabilità, prevalentemente addebitabili ai governi di centrodestra, ma che non escludono quelle di un riformismo che non è stato all’altezza delle sue migliori radici culturali e politiche".

"In questo scenario, le forze sindacali -ha concluso- non possono non essere presenti e attive con le loro proposte e l’esperienza che deriva dall’essere protagoniste degli andamenti del lavoro, ma anche di grandi battaglie di valore civile".



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