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Svelato il lato più debole dell'universo violento

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Svelato il lato più debole dell'universo violento

(Fotogramma/Ipa)

Svelato il lato più debole dell'universo violento, rivelato attraverso le sue "minuscole fluttuazioni di intensità", cioè attraverso la scoperta e l'osservazione della luce tenue del suo lato più complesso da guardare perché più debole. Grazie a uno studio dei dati forniti dal rivelatore LAT (Large Area Telescope) a bordo del satellite della Nasa Fermi, cui collaborano per l’Italia l’Infn, l’Inaf e l'Agenzia Spaziale Italiana, "è stato possibile mappare globalmente le proprietà di distribuzione dei fotoni in cielo, e stabilire con chiarezza che esistono almeno due differenti classi di sorgenti, ciascuna emergente in regioni di energia diverse".

Lo studio, fanno sapere Infn, Inaf e Asi, è frutto del lavoro di tesi di dottorato di Michela Negro, ricercatrice all’Infn Sezione di Torino e dottoranda del Dipartimento di Fisica dell'Università di Torino, e sarà publbicato domani 7 dicembre sulla prestigiosa rivista PRL Physical Review Letters a firma della collaborazione Fermi-LAT e dei ricercatori dell'Infn e dell’Università di Torino Simone Ammazzalorso, Marco Regis e Nicolao Fornengo.

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