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Romics, specchio dei tempi di un mondo che cambia

ADNKRONOS

di Valerio Masia

Cala il sipario sulla 25esima edizione di Romics. Circa duecentomila i visitatori della mostra del fumetto, dei giochi e dell’animazione. Tra i premiati Alessandro Bilotta, sceneggiatore di Dylan Dog e Mercurio Loi della Sergio Bonelli editore, il fumettista Ryan Ottley, celebre per i suoi disegni su The Amazing Spider-Man e su Invincible di Kirkman and Walker e George Hull, concept designer di The Matrix: Reloaded, Cloud Atlas, Blade Runner 2049. Come sempre a colpire l’occhio sono stati i variopinti costumi dei cosplayers che hanno affollato la fiera di Roma. Il Romics non è però solo una fiera è lo specchio dei tempi che stiamo vivendo. Manifestazione inizialmente dedicata al fumetto ma che nel corso di questi 18 anni e 25 edizioni, ha assisto ad un cambiamento delle abitudini e dei gusti sia degli espositori che dei propri visitatori, adattandosi ai mutamenti adeguando la propria identità culturale. E lo ha fatto aprendo i suoi orizzonti, abbracciando i giochi, i cosplay, il cinema, la fantascienza e tanto altro ancora. Dagli 80 anni di Batman all'Escape room

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