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Migliaia intorno alla cattedrale bruciata

dall'inviato Tommaso Gallavotti
La cattedrale di Notre Dame potrebbe non essere mai stata fotografata tanto come oggi. Non c'è modo di saperlo con certezza, ma all'indomani dell'incendio che ha semi-devastato uno dei simboli di Francia, l'imponente edificio gotico è meta di un pellegrinaggio ininterrotto, almeno dalle prime ore del pomeriggio, di migliaia e migliaia di turisti, sia francesi che stranieri, nonché di parigini curiosi, che si affollano lungo i Quai, i grandi viali che costeggiano la Senna, per fotografare la cattedrale ferita dalle fiamme. L'Ile de la Cité, l'isola sulla Senna sulla quale sorge Notre-Dame, è chiusa al pubblico: la polizia faceva passare solo i giornalisti fino alle quattro di pomeriggio, dopodiché ha chiuso l'area anche alla stampa.

Ciò nonostante, sono tantissimi i curiosi che vengono a fotografare la cattedrale in cui Napoleone venne incoronato imperatore, ferita, ma non abbattuta, dalla furia del fuoco. A fare da calamita sono probabilmente anche le tante immagini rimbalzate sulle tv e che oggi aprono le prime pagine dei principali quotidiani francesi, persino di Les Echos, quotidiano economico finanziario che molto raramente dà spazio alla cronaca.

La polizia ha un gran daffare per gestire il gran flusso di persone, rallentato anche per via degli scatti e dei selfie. "Reculez, reculez", urla un poliziotto, mentre la collega soffia a ripetizione nel fischietto per impedire che qualcuno si faccia male, finendo sotto una macchina. La folla lungo i viali con vista sulla cattedrale violata dal fuoco non accenna a diminuire, complici anche le vacanze di Pasqua, che portano nella capitale transalpina frotte di turisti da ogni parte del mondo. "Paris c'est toujours Paris", Parigi è sempre Parigi, osserva un uomo sulla cinquantina, guardando da lontano la cattedrale artigliata dalle gru e dalle scale dei 'sapeurs-pompiers', i Vigili del Fuoco parigini.

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