Cerca
Home .
ISSN 2465-2067

120 secondi di notizie - Italia Economia n. 24 del 10 giugno 2020

ITALIA ECONOMIA

Lavoro. Per colpa del covid19 l'occupazione nel 2020 calerà di oltre il 9 per cento, e una ripresa sarà possibile solo nel 2021, in linea con quanto accadrà al pil, rileva l'Istat nella sua ultima indagine. Quest'anno, il Pil calerà dell'8,3 per cento, con un rimbalzo solo del 4,6 per cento l'anno successivo. La sua caduta sarà determinata prevalentemente dal calo della domanda interna, dei consumi delle famiglie e dal crollo degli investimenti. Turismo. Anche la Svizzera tocca con mano gli effetti negativi del coronavirus. Ad aprile, le sue presenze turistiche si sono quasi azzerate: i pernottamenti si sono attestati a 204mila in tutto, in flessione del 92 per cento rispetto all'anno precedente, con punte del 95 per cento nei Grigioni. Stando ai dati diffusi dall'Ufficio federale di statistica, nei primi quattro mesi del 2020 la contrazione è stata del 35 per cento a livello nazionale.    Petrolio. L'Opec corre ai ripari. L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio ha concordato di prorogare il taglio storico della produzione di barili al giorno per un altro mese, fino alla fine di luglio 2020. Tutti i partecipanti sono stati d'accordo: la riduzione ha infatti già contribuito a dare timidi segnali di ripresa all'economia globale e al mercato petrolifero. La domanda globale di petrolio dovrebbe ancora contrarsi di circa 9 milioni di barili al giorno per tutto il 2020.    Trasporto. Disastro aviazione durante il lockdown. La Iata rileva come ad aprile ci sia stato un crollo record della domanda di trasporto aereo mondiale: il calo è stato del 94 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, a causa delle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria. Una contrazione, riferisce l'associazione internazionale del trasporto aereo, che non si era mai viste nelle rilevazioni del settore, che partono dal 1990.    Food. Due italiani su tre sono attenti all'impatto della propria spesa alimentare sull'ambiente e scelgono, ad esempio, frutta e verdura di stagione. Il 70 per cento di loro è anche pronto a cambiare abitudini, ma il prezzo dei prodotti 'green' è valutato ancora come troppo alto. E' quanto rileva un'indagine di Altroconsumo, secondo cui solo il 29 per cento degli oltre mille intervistati sarebbe disposto a spendere di più per alimenti sostenibili.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.