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25 Aprile, a Bellaria rimosso monumento Resistenza: insorge la Regione

22 aprile 2014 | 20.42
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"Una scelta arbitraria e sbagliata da ogni punto di vista, invito l'amministrazione a riconsiderare urgentemente la scelta e dare un segnale in questa direzione entro il 25 aprile". Così l'assessore regionale alla Cultura della Regione Emilia Romagna, Massimo Mezzetti, critica senza mezzi termini la decisione messa in atto nei giorni scorsi a Bellaria-Igea Marina, in provincia di Rimini, dove il Comune ha rimosso il monumento alla Resistenza dalla piazza antistante il municipio.

"E' un fatto assai discutibile sotto il profilo amministrativo e politico", prosegue Mezzetti, ricordando che il monumento battezzato 'Passatopresente' è "un'opera d'arte realizzata dal maestro Luigi Poiaghi" e che è stata posta nella piazza antistante il municipio 35 anni, oltre che già inserita nel catalogo dei Beni Culturali Regionali nel volume 'Il percento per l'arte contemporanea in Emilia-Romagna', a cura di Claudia Collina.

"Il vice sindaco Roberto Maggioli - continua l'assessore - ha addotto ragioni esclusivamente estetiche 'tenuto conto dello stato di degrado in cui versava l'opera e più in generale del progetto di riqualificazione dell'area'". "La mia speranza - aggiunge - è che l'opera d'arte non abbia subito danni irreversibili nel corso della sua rimozione, avvenuta senza comunicazione e autorizzazione degli organi competenti in materia. Questa dovrebbe essere anche la speranza degli stessi amministratori comunali se non vorranno rispondere di danno all'erario pubblico dal momento che stiamo parlando di un'opera riconosciuta e tutelata".

"L'amministrazione - riferisce ancora Mezzetti - afferma che la scelta non è stata guidata da nessun intento ideologicamente provocatorio. Sta di fatto che la rimozione avviene a pochi giorni dall'anniversario della Liberazione e l'opera è costituita da una figura simbolica in pietra, cemento e ferro 'per esaltare i valori della lotta e dei sacrifici sostenuti per l'Indipendenza e la Liberazione del nostro Paese', come definisce il catalogo dell'Istituto dei Beni Culturali dell'Emilia-Romagna".

"Il fatto che l'amministrazione comunale, se davvero in buona fede, abbia sottovalutato l'aspetto e il valore simbolico e politico, oltre che le conseguenze legali di questo atto è estremamente grave" conclude l'assessore, rimarcando che "troppi episodi, nell'Italia di oggi contribuiscono a deformare il senso della storia spogliandola dai suoi significati e questo non è assolutamente accettabile".

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