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25 aprile, Napolitano: ''Valori incancellabili''

25 aprile 2014 | 18.23
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Roma, 25 apr. - (Adnkronos/Ign) - "I valori e i meriti della Resistenza, del movimento partigiano, dei militari schieratisi nelle file della lotta di Liberazione e delle risorte Forze armate italiane, restano incancellabili, al di fuori di ogni retorica mitizzazione e di ogni faziosa denigrazione". Lo ha detto Giorgio Napolitano, in occasione delle celebrazioni per il 69° anniversario della Liberazione.

''La Resistenza, l'impegno per riconquistare all'Italia libertà ed indipendenza, fu nel suo insieme -ha detto tra l'altro Napolitano- un grande moto civile e ideale. Ma fu innanzitutto, non sembri superfluo sottolinearlo, popolo in armi, mobilitazione coraggiosa di cittadini, giovani e giovanissimi, che si ribellavano all'oppressione straniera, di italiani che uscivano dalle dure vicende della guerra fascista e riprendevano le armi per la causa della liberazione dell'Italia e dell'Europa dal totalitarismo e dal dominio tedesco, e non mancò -ha sottolineato il capo dello Stato- l'apporto delle donne che nel '44 si costituirono nelle regioni del Nord in 'Gruppi di difesa delle donne'".

Nell'annunciare che il prossimo 6 giugno sarà in Normandia per rappresentare l'Italia alle celebrazioni per il 70mo anniversario dello sbarco alleato, Napolitano rivendica che sarà lì ''in nome di un popolo che aveva rotto con il fascismo e con l'asservimento alla Germania hitleriana, e in nome delle nostre nuove forze armate nazionali che allora già combattevano in Italia insieme con le forze angloamericane''. E ricorda come due giorni prima, il 4 giugno 1944, gli alleati liberarono Roma anche ''grazie all'eroico contributo della Resistenza romana''.

"Sono, questi, momenti decisivi che vanno sempre ricordati insieme a tanti altri che segnarono il cruciale periodo tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945. Momenti di umiliazione dapprima e quindi di riscossa; momenti di lotta vittoriosa e di terribile sacrificio. Il sacrificio, sopra ogni altro, di quanti pagarono il prezzo di feroci e vili ritorsioni", ha concluso Napolitano riferendosi a quanti, in quei durissimi anni, sacrificarono la propria vita per liberare l'Italia dall'oppressione nazifascista.

Napolitano ha lanciato anche un monito sulle spese militari, sottolineando come sia necessario guardare alle esigenze di bilancio ma non ci possono essere "decisioni sommarie". Si devono dunque "soddisfare esigenze di rigore e di crescente produttività nella spesa per la difesa, senza indulgere -ha sottolineato il capo dello Stato - a decisioni sommarie che possono riflettere incomprensioni di fondo e perfino anacronistiche diffidenze verso lo strumento militare, vecchie e nuove pulsioni antimilitariste".

Napolitano guarda ad una integrazione europea della Difesa. L'Italia deve "procedere, nella piena, consapevole valorizzazione delle Forze armate che continuano a far onore all'Italia, in un serio impegno di rinnovamento e di riforma, razionalizzando le nostre strutture e i nostri mezzi come si è iniziato a fare con la legge in corso di attuazione, e sollecitando il massimo avanzamento di progetti di integrazione a livello europeo".

Il capo dello Stato ha reso anche omaggio a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri detenuti in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori in un'operazione anti-pirateria. "Fanno onore all'Italia i nostri due marò troppo a lungo trattenuti, ingiustamente, lontano dalla Patria".

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