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44enne ucciso a Prato, resta un giallo il gesto dell'assassino

30 settembre 2020 | 17.59
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La compagna della vittima, in ospedale dove è ricoverata per le ferite riportate durante l'aggressione, non avrebbe saputo spiegare il motivo del delitto

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Prato, 30 set. - (Adnkronos)

Daniela Gioitta, compagna 42enne di Mirko Congera, 44 anni, ucciso nella notte tra lunedì e martedì scorsi nell'abitazione della coppia a Prato, in via Firenze, è stata ascoltata oggi dagli investigatori nell'ospedale Santo Stefano di Prato, dove si trova ricoverata per le ferite riportate durante l'aggressione.

Da quanto si è trapelato, la donna non sarebbe riuscita a spiegare cosa avrebbe spinto il loro conoscente e vicino di casa Christian Ottavi, 43 anni, ad aggredirli con un coltello da cucina. Mirko, colpito alla gola, è morto, mentre Daniela, seppur ferita è riuscita a mettersi in salvo e i suoi familiari, che abitano in una palazzina nella stessa corte, avendo udito le urla sono intervenuti per soccorrerla. Resta, quindi, oscuro il movente del delitto. Ieri Ottavi, attualmente in carcere in stato di fermo per omicidio volontario e tentato omicidio, durante nell'interrogatorio in caserma, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pubblico ministero. La Procura ha disposto che venga effettuata l'autopsia sul cadavere di Congera.

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