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50 enigmi in 60 minuti, l'escape-game fa boom in Italia

13 marzo 2016 | 13.15
LETTURA: 4 minuti

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Una cinquantina di enigmi da risolvere in 60 minuti. E' questa la chiave per aprire la porta ed uscire dalla stanza in cui si è intrappolati. Un gioco che in Italia sta cavalcando l'onda del successo già registrato in Asia, Europa e più di recente negli Stati Uniti. Il nome stesso ne sintetizza l'esperienza: Intrappola-To. Ovvero, 'escape-room' reali, presenti in ben 17 città lungo tutto lo Stivale, che raccolgono circa 15.000 giocatori ogni mese. L'idea è di due quarantenni, Daniele Massano (giornalista) e Stefano Gnech (ingegnere gestionale). "Tutto è nato per gioco: cinema, letteratura e video-game sono stati fonte di ispirazione nella realizzazione del progetto", racconta all'Adnkronos Daniele Massano.

"In sostanza - spiega Massano - abbiamo provato a pensare come trasportare nel mondo reale esperienze già viste in un film o lette in libro: persone rinchiuse in un ambiente ostile da cui devono fuggire avendo poco tempo a disposizione per evitare atroci conseguenze".

La squadra (da due a sei giocatori) che si ritrova chiusa nella stanza ha un'ora di tempo per scoprire indizi, identificare codici, risolvere combinazioni (in totale tra i 45 e 50 giochi di logica e osservazione) e aprire un lucchetto dopo l'altro per tentare di riconquistare la libertà. I giocatori sono soli sin dal loro arrivo: la porta di ingresso è anonima, non c'è reception né accoglienza, solo un codice di ingresso inviato via mail dopo l'iscrizione online (si compila il form su www.intrappola.to).

L'adrenalina e un po' d'ansia vanno considerate durante il gioco ma "niente spatter", assicura sorridendo Massano. La 'escape-room', riproduzione di uno scantinato abbandonato, è aperta a tutti, dai 6 ai 99 anni. "Vengono a giocare intere famiglie con bambini, gruppi di amici, colleghi di lavoro, chi vuole festeggiare il proprio compleanno- sottolinea l'ideatore - Da quando, a gennaio 2015, abbiamo aperto la prima escape-room a Torino, fino ad oggi hanno partecipato oltre 100.000 giocatori". Pubblicità? Zero, solo passaparola.

Massano parla di un vero e proprio "fenomeno oltre le aspettative". "Mette alla prova l'ingegno ma è anche molto manuale: partecipando al gioco si torna a toccare gli oggetti a scapito del muovere solo un mouse o pigiare i tasti di uno smartphone. E poi favorisce le interrelazioni ricreando lo spirito di squadra", aggiunge.

Un successo travolgente che sta contagiando moltissime altre città. "La prossima apertura sarà ad Asti - dice Massano-. A ciascuna città è collegata una pagina facebook, perché il nostro format prevede che all'uscita dalla escape-room sia scattata una foto al gruppo partecipante per poi pubblicarla appunto sul social assieme alla percentuale di completamento degli enigmi".

Riuscire nell'impresa non è per niente facile. "Il tasso di riuscita al primo tentativo oscilla tra il 2-3% - spiega l'ex giornalista-. Nonostante le difficoltà, le persone sono entusiaste di sfidarsi".

I giochi sono stati progettati tutti dai due ideatori, che oggi, data la diffusione delle escape-room in mezza Italia, si fanno aiutare da altri due ragazzi che si occupano sia della progettazione che della costruzione.

Grande successo di Intrappola.To in Italia (addirittura TripAdvisor lo mette tra le attrazioni più amate delle città), per il momento però non paragonabile a quello nel resto d'Europa: "solo a Budapest, per esempio, ci sono almeno 80 escape-room", dice Massano. Continuando di questo passo, ad ogni modo, i due ideatori Daniele e Stefano si sono incamminati sulla strada giusta. E non è detto che non superino i fratelli europei.

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