cerca CERCA
Martedì 24 Maggio 2022
Aggiornato: 23:40
Temi caldi

UEM: MODIGLIANI, EUROPA OSTAGGIO DELLA BUNDESBANK

14 giugno 1997 | 18.29
LETTURA: 1 minuti

JOSPIN HA RAGIONE E GLI USA SONO CON L'EUROPA

Scanno (L'Aquila), 14 giu. (Adnkronos) - ''Ampiamente giustificata'': cosi' il Nobel Franco Modigliani, insignito oggi del premio Scanno per l'economia, definisce la richiesta francese di inserire fra i parametri per la costruzione dell'Euro anche il tasso di disoccupazione. ''La Germania e per essa la Bundesbank ha imposto nel trattato di Maastricht criteri e condizioni indifendibili, a parte la necessaria convergenza sul dato dell'inflazione. Non da un punto di vista politico, ma strettamente economico -ricorda Modigliani- e profondamente sbagliato non considerare la questione occupazione e il premier francese Jospin ha avuto almeno il coraggio di sollevare un problema volutamente taciuto dalla Germania''.

Avverte Modigliani: certo, c'e' il rischio, se non di annullare, quanto meno di ritardare il processo di unificazione monetaria europea ma e' anche vero che in realta' la Buba non vuole l'Euro perche', in sua mancanza, la vera banca centrale europea continuera' a essere la Bundesbank''.

Quali conseguenze per l'Italia, nel caso di una rottura o di una sua mancata adesione alla moneta unica? ''Sarebbe terribile, davvero un grosso danno. Si scatenerebbero immediatamente forti speculazioni sulla lira e sui mercati azionari -prevede Modigliani- al contrario, il nostro circolo economico virtuoso dipende dall'ingresso nell'Euro''.

In America, si guarda piu' con interesse o con preoccupazione alla Uem? ''E' sbagliato pensare che gli Usa guardino con sospetto all'Euro e si augurino un fallimento della Uem. E' vero, invece, che un'Europa forte fa piu' forte anche l'America, alza la quota degli scambi commerciali, dell'export, del benessere. Non c'e' proprio ragione di pensare a un'America diffidente: il bene dell'Europa e' il bene degli Usa -ricorda Modigliani- e questo e' vero da oltre cinquant'anni, dal Piano Marshall in poi''.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza