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Fotografi: addio a John Dominis, grande repoter di 'Life'

02 gennaio 2014 | 10.36
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Sua storica foto delle Olimpiadi '68 con atleti con pugno alzato

New York, 2 gen. - (Adnkronos) - John Dominis, uno dei grandi fotografi statunitensi della rivista ''Life'', e' morto nella sua casa di Manhattan all'eta' di 92 anni. L'annuncio della scomparsa e' stato dato dalla famiglia al ''New York Times''. Dal 1950 al '72 Dominis ha fatto parte dello staff di ''Life'', scattando famose immagini in bianco e nero che hanno 'catturato' celebrita' dello spettacolo, come Robert Redford, Steve McQueen e Frank Sinatra, presidenti americani, come JF Kennedy nel suo viaggio a Berlino e Richard Nixon in Cina, ma anche animali selvaggi per il memorabile reportage del 1966 ''The Great Cats of Africa'', poi divenuto un libro.

Nato a Los Angeles il 27 giugno 1921, Dominis inizio' la carriera come fotoreporter specializzato in zone di guerra ed eventi sportivi. La rivista ''Life'' gli offri' il suo primo lavoro importante, mettendolo sotto contratto nel 1950 per seguire la guerra di Corea. In seguito' realizzo' grandi reportage per ''Life'' documentando l'ascesa dei fratelli Kennedy, il festival di Woodstock (15-18 agosto 1969) e molti Giochi Olimpici.

La sua foto piu' celebre, infatti, e' legata proprio alle Olimpiadi di Citta' del Messico: e' il famoso scatto che ritrae il podio in cui il 16 ottobre 1968, Tommie Smith (stabilendo il nuovo record mondiale dei 200 metri ottenne la medaglia d'oro) e John Carlos (terzo classificato) mentre fanno il saluto del Black Power delle Pantere Nere, con i pugni alzati, i guanti neri e la testa bassa. Dominis firmo' numerose copertine di ''Life'', tra cui quella del 28 agosto 1964 dedicata al quartetto dei Beatles. Altre immagini storiche sono quelle legate a un reportage del 1963 frutto di tre mesi in compagnia dell'attore Steve McQueen (una delle piu' famose mostrano l'attore con la moglie Neile in indumenti intimi davanti a un frigorifero) e quelle del reportage del 1969 dedicato a Robert Redford seguito per una settimana nelle sue case nello Utah e a New York.

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