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Governo: Renzi, vincolo 3% deficit anacronistico, si puo' sforare

02 gennaio 2014 | 09.32
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Roma, 2 gen. - (Adnkronos) - "Se all’Europa proponi un deciso cambio delle regole del gioco, a partire dalle riforme costituzionali, con un risparmio sui costi della politica da un miliardo di euro che non è solo simbolico, un Jobs Act capace di creare interesse negli investitori internazionali, fai vedere che riparti da scuola, cultura e sociale, allora in Europa ti applaudono anche se sfori il 3%. L’Europa ha bisogno di un’Italia viva". Lo dice Matteo Renzi in un'intervista a 'Il Fatto Quotidiano', rispondendo a chi gli chiede un commento sulla determinazione con la quale il governo Letta difende il rigore e il rispetto del vincolo del 3% al rapporto tra deficit e Pil.

Per Renzi "se all'Europa proponi riforme istituzionali e un Jobs Act che attiri investimenti stranieri, è evidente che il vincolo del deficit al 3% del Pil si può sfondare". Quindi possiamo sforare? "É evidente - ribadisce con convinzione - che si può sforare: si tratta di un vincolo anacronistico che risale a 20 anni fa. Non è l’Europa che ci ha cacciato in questa crisi, ma la mancanza di visione. Lo ha detto bene il Censis: l’emergenza continua è diventata la polizza assicurativa di una classe politica che solo grazie alla crisi, vera o presunta, giustifica il proprio potere. Se c’è una leadership con una visione, non vedo problemi a superare il tetto del deficit, anche se poi va fatta una battaglia per cambiare le regole. Non solo sui conti pubblici".

Il segretario dem difende poi a spada tratta la permanenza dell'Italia nell'euro. Alla proposta di Grillo di un referendum ad hoc, risponde "no, in modo categorico. Uscire oggi dall'euro - secondo Renzi - avrebbe ripercussioni decisamente negative sulla vita degli italiani: schizzerebbero i tassi di interesse, sarebbe più difficile lavorare per le imprese, si indebolirebbe ancora la capacità d'acquisto delle famiglie". E "l’eccesso di tecnocrazia nella gestione dell'euro si risolve non eliminando l'euro, ma riportando la politica a fare il suo mestiere".

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