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Sicurezza stradale: Oua a Cancellieri, su reato omicidio no interventi spot

03 gennaio 2014 | 15.17
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'Si rischiano effetto criminogeno e vantaggi per assicurazioni'

Roma, 3 gen. - (Adnkronos) - ''Le leggi ci sono, ma si applicano male. Attenzione, quindi, ad aggiungere ulteriori interventi ‘spot’ dagli effetti criminogeni, che si sovrappongono e che possono creare confusione nei Tribunali''. A esprimere allarme per l'intenzione, manifestata dal ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, di introdurre il reato di omicidio stradale, è l'organismo unitario dell'Avvocatura. ''Attendiamo di avere un quadro più chiaro del progetto e auspichiamo che il ministro scelga la strada del disegno di legge e, quindi del confronto - dice il presidente dell'Oua, Nicola Marino - È opportuno, infatti, che oltre a sentire i 'tecnici' dei due ministeri interessati, Giustizia e Interno, vengano coinvolti gli avvocati, che sono in prima linea e difendono le vittime degli incidenti stradali''.

Sono tre per Marino ''i rischi da fugare''. Innanzitutto ''questo nuovo, eventuale, provvedimento si deve innestare organicamente con l’attuale quadro normativo''. Secondo: ''la creazione di una nuova fattispecie di reato, presuppone che il cittadino sotto effetto di alcol o di sostanze stupefacenti che decide di condurre una macchina abbia consapevolezza di voler commettere un reato. E, poi, siamo certi che questa durezza sia un efficace deterrente ? O, invece, assisteremo a più casi di omesso soccorso? E non rischiamo di avere un effetto criminogeno, con tutto ciò che ne consegue in termini di tenuta del nostro sistema carcerario?''.

Infine ''guai a norme che possano aprire le porte a ulteriori regali alla compagnie assicurative, dopo quelle già contenute nel primo Decreto Destinazione Italia ora in conversione nel Parlamento. Troppe volte in Italia si legifera con la scusa della semplificazione e dell’emergenza, per poi far passare vantaggi economici per le assicurazioni e a scapito dei cittadini. Anche in questo caso non vorremmo che si andasse in questa direzione. La durezza contro il conduttore imprudente - avverte Marino - deve essere reale, efficace ma proporzionata''.

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