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**Appuntamenti culturali della settimana** (5)

03 gennaio 2014 | 14.52
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Pippo Delbono in scena all'Argentina di Roma con 'Orchidee'

(Adnkronos) - Dal 7 al 19 gennaio lo spirito rivoluzionario e la sensibilità spiazzante di uno degli artisti più originali del panorama internazionale, irrompono sul palcoscenico del Teatro Argentina di Roma per mettere in scena il falso di fronte al vero, restituendo alla realtà la vita, l’amore, la morte, attraverso le pieghe dell’arte. Con 'Orchidee' Pippo Delbono e la sua eterogenea compagnia-famiglia di cantori, danzatori, attori, invitano lo spettatore a navigare nei frammenti del nostro tempo, tra pezzi di cronaca che raccontano un mondo al confine tra degrado e provocazione, e schegge di un’autobiografia privata dell’autore, dove la bellezza e l’eleganza dei fiori del titolo diventano arma poetica di fronte al peso di una perdita, la morte della propria madre.

Delbono rende testimoni gli spettatori del doloroso congedo reso a Margherita, madre adorata, per accompagnarci in un viaggio che sa farsi drammaturgia utilizzando i versi delle tragedie shakespeariane come 'Romeo e Giulietta' e 'Amleto', ripercorrendo le parole di Büchner, Pasolini, Kerouac, Cechov. Una traversata vertiginosa nei testi classici e moderni che diventa il riflesso di un tormento personale in rivolta contro l’orrore e le ipocrisie quotidiane, che l’artista ligure denuncia posizionando sulla scena totalmente spoglia un fondale bianco.

Artista capace di sperimentare sulla scena, Delbono affronta – insieme alla sua compagnia, omogenea nella sua totale disomogeneità e ricca di personalità eccentriche – la confusione evocata nell’ambiguità delle Orchidee, fiori suggestivi ed eleganti ma ingannevoli per la difficoltà di distinguerne gli esemplari artificiali che sovente abbelliscono i salotti delle case borghesi. L’orchidea riassume, così, il senso del viaggio che l’artista ha intrapreso nelle diverse dimensioni dello spazio teatrale, trascinando nella sua danza imprevedibile i fantasmi del cinema mentre guida i suoi attori a mettere in scena la falsità di fronte alla verità delle cose, opponendo i codici della finzione cinematografica all’arte dello spettacolo dal vivo, alla verità dell’azione teatrale in scena. (segue)

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