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L.elettorale: Toninelli, proposte Renzi incostituzionali

03 gennaio 2014 | 15.08
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Roma, 3 gen. - (Adnkronos) - Le tre proposte di riforma della legge elettorale avanzate da Matteo Renzi "hanno evidenti profili di incostituzionalita' perché si basano sul premio di maggioranza. Tutte tre portano all'elezione diretta del presidente del Consiglio e non dei parlamentari, con conseguente ulteriore svilimento del ruolo democratico e rappresentativo del Parlamento e di conseguenza della possibilità di partecipazione dei cittadini. Il voto diventa ancora più che col Porcellum un voto delega in bianco". A bocciare le proposte del segretario dem è il deputato M5S Danilo Toninelli, primo firmatario della proposta di legge sul modello spagnolo presentata alla Camera dal Movimento 5 Stelle.

Sulla sua pagina Fb, Toninelli si sofferma sulle singole proposte di Renzi. Prima tra tutte, la cosiddetta legge dei sindaci, doppio turno col 60% dei seggi al vincitore. "E' una proposta inaccettabile - afferma - perché trasformerebbe in un sol colpo la nostra Repubblica parlamentare in premierato o presidenzialismo, senza modificare neppure la Costituzione". In sintesi, "una porcata! Il Parlamento diventerebbe un mero organo consultivo per il governo, svuotato di ogni potere di incisione sulla linea politica nazionale, e i parlamentari diventerebbero meri esecutori degli ordini del capo.

Quanto al Mattarellum con 15% di premio, "si tratta - a detta del grillino - di un pastrocchio totale ed incomprensibile ai cittadini. Al posto del 25% di correttivo proporzionale accentua le distorsioni del maggioritario, infatti se col mattarellum del'93 un partito col 30% poteva vincere il 60% dei seggi, ora può vincerne il 75%. A titolo di esempio: Pd al 25% e M5S al 24%. Col sistema di Renzi il Pd potrebbe avere il 75% dei seggi e il M5S il 10%. Vi sembra un sistema democratico? Manca poi spiegazione alcuna su come gestire il restante 10% dei seggi che il proponente definisce diritto di tribuna". (segue)

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