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Libri: 'Bizzarrie della Provvidenza', Erri De Luca racconta i profeti (3)

26 marzo 2014 | 12.28
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'Amare e' un verbo scatenato'

(Adnkronos) - Nel petto dei profeti danza sempre un fuoco. A volte, racconta il bisogno di amare, anche solo per ‘salvare’ la propria umanità e darsi ragioni di lotta. Nei versi dedicati a Sansone, lo scrittore invita a scrostare interpretazioni per scorgere un vissuto: ''Il suo nome è Shimshòn, da 'shèmesh', sole, la più potente forza di natura. Tradotto con Sansone perde contatto con la suprema delle calorie''. Amò Delilà una donna Filistea. Ma, mette in guardia De Luca, ''amare è un verbo scatenato. Non risparmia niente di se stessi. Chi ama è stato pronto per una volta almeno a smettere di vivere per stare con quel verbo, altrimenti non lo conosce né lo sa annunciare''. Amare, verbo all'infinito, è incandescente, ''chi lo afferma -rimarca De Luca- deve darne prova fino all'accecamento''.

Porta con sé nel viaggio fuochi di brace o lampare sulla barca. ''Delilà lo ha tradito? No'', è la risposta dell’autore. Eppure ha consegnato l'amante ai suoi nemici. Lo accecano, lo aggiogano alla macina, lo esibiscono in catene all'assemblea. ''Delilà lo ha tradito? No -ribadisce lo scrittore- si capisce alla fine della storia. Sansone non è l'ingenuo atleta che straparla con Dalila e si fa depilare: quei due si sono amati più di Romeo e Giulietta''. Va assaporata quella storia, con la grazia umana dell’ascolto. La stessa attenzione che si deve ai marinai che gettano i dadi, ''chiedendo alla sorte il nome di un colpevole, causa della tempesta''.

In 'Intervento a un’assemblea sul carcere', profeta è chi invita a vegliare: ''Da noi stasera il tempo trottola per strada, sbanda in un vagone, si rigira in un letto a due piazze, aspetta una telefonata. Stasera da noi il tempo fa le sue faccende''. Si cerca verità con gli occhi di un cane invecchiato. Il tempo ''non è cenere di lava che ricopre Pompei e la custodisce, il tempo è un guastatore''. E' sempre scelta di possibili, dove ''ogni zingara trova la linea del tuo nome''. Così in ‘La linea’: ''Ecco la foto della mia mano, dove ogni zingara trova la linea del tuo nome, una via maestra che punta diritto al battito del polso e lo governa''. Forse l’amore è come il 'latitante' di altri versi. Quall'uomo è nato come uno zingaro su un carro: ''Dicono che ritorna, che deve tornare. Intanto altre comete incipriate battono il marciapiede delle stelle''.

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