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Fisco: Cassazione, concessionario paghi commissioni a Poste per versamento Ici

26 marzo 2014 | 16.25
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Sezioni unite pongono fine a differenti interpretazioni giurisprudenziali

Roma, 26 mar. (Adnkronos) - Le Poste hanno il diritto di applicare a carico del concessionario della riscossione una commissione per ogni versamento effettuato con bollettino postale in relazione al servizio di incasso Ici. Lo ha sancito la Cassazione a sezioni unite civili, accogliendo il ricorso di Poste Italiane contro Equitalia del Trentino Alto Adige e la Cassa di Risparmio di Bolzano. In particolare, la Suprema Corte, mettendo fine ad un contrasto giurisprudenziale in materia di pagamento delle commissioni sui conti correnti postali, ha sancito che "in tema di riscossione delle imposte, l'art. 10 della legge 504 del 1992 istitutiva dell'imposta comunale sugli immobili) stabilisce che l'Ici deve essere corrisposta mediante versamento diretto al concessionario della riscossione o su apposito conto corrente postale intestato al concessionario stesso".

Di conseguenza, osserva la Cassazione, il concessionario è "obbligato all'accensione del conto corrente all'uopo destinato e che, in virtù del regime di monopolio legale, le Poste Italiane (e, prima della privatizzazione, l'Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni) ha l'obbligo di contrattare in tale senso, osservando la parità di trattamento. Il servizio di accensione e tenuta del conto corrente prestato dalla società obbliga il concessionario al pagamento di un corrispettivo, in assenza di disposizioni normative o contrattuali che disciplinino diversamente il rapporto". Le sezioni unite hanno così cassato la sentenza impugnata, rinviando il caso alla Corte d'appello di Trento che si atterrà al dettato di piazza Cavour.

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