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M.O.: Amnesty su pena morte, in Iraq e Iran escalation nel 2013

27 marzo 2014 | 13.32
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Londra, 27 mar. - (Adnkronos/Aki) - In Iran e Iraq si è registrato un ''netto picco a livello globale'' delle esecuzioni nel 2013. Lo denuncia Amnesty International nel suo rapporto annuale sulla pena di morte, che riferisce di 778 condanne a morte eseguite nello scorso anno con un aumento di circa il 15 per cento rispetto al 2012. Almeno 369 persone sono state giustiziate in Iran e 169 in Iraq. ''Quesgli Stati che si aggrappano alla pena di morte sono dalla parte sbagliata della storia'', ha detto il segretario generale di Amnesty Salil Shetty.

Il 2013 è il terzo anno nel quale si assiste a un ''forte aumento'' delle esecuzioni in Iraq, con un piu' 30 per cento rispetto al 2012. La maggior parte degli imputati era stata ''condannata in base alla vaga legge anti terrorismo''. In Iran ci sono dati credibili che indicano che centinaia di condanne a morte sono state eseguite in segreto, portando il numero totale reale a oltre 700. C'è inoltre un aumento nel numero delle condanne a morte eseguite nel mondo, dalle 1.722 in 58 Paesi nel 2012 a 1.925 in 57 Paesi lo scorso anno. Dal rapporto di Amnesty sono escluse Cina, dove si ritiene siano state giustiziate migliaia di persone, e la Corea del Nord, per i quali non ci sono dati attendibili.

Nel rapporto vengono anche criticati gli Stati Uniti, unico Paese delle Americhe ad aver eseguito condanne a morte lo scorso anno, per aver ignorato gli standard internazionali che vieta l'esecuzione capitale di disabili mentali.

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