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Carabinieri: Cocer, Renzi prenda in considerazione problemi categoria

28 marzo 2014 | 13.31
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Roma, 28 mar. (Adnkronos) - I Carabinieri al primo posto nelle statistiche di operatività e di preferenza del cittadino ma all’ultimo posto in quanto ad apprezzamenti Governativi. Lo dichiarano i delegati Cocer Carabinieri secondo i quali "il Presidente del Consiglio cerca soluzioni per tutti ma non per gli operatori di sicurezza". Infatti, "il Capo del Governo - spiegano in una nota i delegati Cocer - non prende in alcuna considerazione i problemi derivanti dal blocco del tetto salariale che i suoi illustri predecessori hanno imposto e prorogato fin dal 2010, speriamo almeno ne conosca i dettagli ed i danni causati. Ad ogni buon fine e per opportuna conoscenza, per noi Carabinieri questo Blocco consiste in mancati aumenti per avanzamento di grado, per assegno di funzione collegato all’anzianità di servizio, classi e scatti, emolumenti pensionabili etc per un danno stimato di circa 125 milioni di euro per il solo 2014".

"Il Capo del Governo - continua la nota - giustamente ha deciso di dare 80 euro al mese a chi vive ai limiti della povertà ma crediamo che sia altrettanto legittimo annullare la prepotenza politica del blocco del tetto salariale, che toglie scorrettamente molti più soldi dalle tasche dei dipendenti pubblici. Un danno che la suprema Corte Costituzionale ha fatto diventare beffa perché nelle dozzine di ricorsi presentati, l’unico dichiarato anti costituzionale è proprio quello presentato dai Magistrati (guarda alle volte il caso). Che brutta questa Italia, dove il dubbio diventa certezza e dove un provvedimento provvisorio diventa regola".

Al presidente Renzi, i Carabinieri chiedono "che gli venga ridato ciò che è un loro diritto avere e, sbloccare il tetto salariale è un atto di dignità e di correttezza che il suo Governo deve innanzitutto a se stesso oltre che ai circa 90.000 carabinieri colpiti da questa ingiustizia governativa. Questi Carabinieri con onore e sacrificio continuano a difendere l’imparziale democrazia di un paese mal governato e, la sua discesa in politica è dovuta fondamentalmente a questo. A lei che si è presentato agli italiani come il nuovo, il risolutivo, il riformatore, diciamo di non essere come i suoi predecessori, ma di essere colui che vuole veramente risolvere i problemi sociali ed economici di questo paese e ci riconosca questo grande gesto di giustizia sociale".

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