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Riforme: il Veneto discute il 2 aprile le proposte dei Consigli regionali (2)

28 marzo 2014 | 17.35
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(Adnkronos) - La bozza di disegno di legge costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione” proposta dal ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, prevede la riforma costituzionale del Senato in una assemblea delle Autonomie, composta dai presidenti delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, nonché, per ciascuna Regione, da due membri eletti, con voto limitato, dai Consigli regionali tra i propri componenti, e da tre sindaci eletti da una assemblea dei sindaci della regione. Il disegno prevede l’abolizione costituzionale delle Province, interviene sulla legislazione concorrente tra Stato e Regioni.

La bozza di presidenti dei Consigli regionali riafferma, invece, il Senato delle Regioni e delle Autonomie locali, che dovrà essere composto da non più di 200 senatori espressione delle Giunta e dei Consigli (il presidente e un rappresentante delle opposizioni), dei sindaci dei comuni capoluogo di regione e da una quota di eletti, con ben definiti poteri legislativi in materia di leggi costituzionali, legge elettorale, comuni e città metropolitane, federalismo fiscale. Secondo la Conferenza delle assemblee legislative il futuro Senato delle Regioni e delle autonomie locali dovrà esercitare una funzione di impulso dell’attività legislativa, svolgere una funzione di prima istanza nel contenzioso tra regioni e Governo, designare un numero congruo di giudici costituzionali e concorrere alle nomine in seno alle Authority indipendenti.(segue)

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