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Poverta': Arciv. Torino, impegnare parte beni mobili e immobili per aiutare chi e' in difficolta'

29 marzo 2014 | 15.57
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Torino, 29 mar. - (Adnkronos) - "Impegnare una parte dei nostri beni mobili e immobili per sostenere i poveri nei loro bisogni in modo continuato e non solo occasionale. La' dove impegni uno Dio ti restituisce cento volte tanto e questo vale, come ho gia' detto altre volte, per gli stabili vuoti di cui abbondano le nostre citta' e paesi". Cosi' l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia che nel suo intervento alla XXV esima giornata della Caritas ha aggiunto: "di fronte all'attuale situazione di estesa e sempre più ampia sofferenza di tanti, persino sotto il profilo del cibo e dei beni di sopravvivenza, e' necessario risvegliare la coscienza di ogni persona che e' in grado di avere comunque un reddito o dei beni perche' si senta 'custode del prossimo' mettendone a disposizione anche una piccola parte per sovvenire alle urgenze dell'altro".

"Ci sono ad esempio mense che, visto il crescente numero di richieste di nuovi poveri, non riescono più a garantire un'appropriata risposta, pur avendo sussidi e disponibilita' di volontari'', ha aggiunto Nosiglia che si e' poi chiesto: "perche' oltre a sollecitare raccolte presso i supermercati, i mercati o i negozi, non aggiungere alla propria spesa familiare qualche prodotto in più per sostenere tali realta' che sono in difficolta'? Perche' non sollecitare gli stessi ragazzi della scuola o dell'oratorio a farsi portatori di questa iniziativa presso le loro famiglie?".

"Conosco gruppi di famiglie - ha detto ancora l'arcivescovo di Torino - che si tassano mensilmente con una piccola somma prelevandola dal proprio reddito per aiutare le famiglie che sono in difficolta' con l'affitto o particolari esigente mediche. E' un'iniziativa che ognuno di noi puo' fare, e lo dico per me stesso ovviamente - ha concluso - ricordando che il poco di tanti diventa molto e puo' servire a sostenere situazioni difficili di chi vive drammi e condizioni di vita che sono al limite della sopravvinenza".

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