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Crisi: Visco, ritardo Italia in livello istruzione studenti e adulti (2)

29 marzo 2014 | 13.38
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(Adnkronos) -È inoltre ''ancora modesta la quota dei laureati (15 contro 32 per cento nella fascia di età 25-34 anni)'', afferma.

''È limitata anche la diffusione di formazione sul posto di lavoro'', prosegue Visco citando i dati della quarta rilevazione europea Cvts (Continuing Vocational Training Survey) per cui nel 2010 solo il 56 per cento delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha svolto attività di formazione professionale per i propri dipendenti. Nonostante il notevole miglioramento – nel 2005 la corrispondente quota era pari al 32 per cento – l’Italia continua a collocarsi al di sotto della media europea (66 per cento). Nell’ultimo rapporto sull’istruzione l’Ocse ha calcolato come si farebbe per un titolo finanziario, il tasso di rendimento interno di un investimento in capitale umano. ''In Italia l’acquisizione di istruzione universitaria renderebbe l’8 per cento, un valore inferiore di quasi 5 punti percentuali a quello registrato nella media dei paesi dell’Ocse e di quasi 6 a quello raggiunto dagli altri paesi dell’area dell’euro'', sottolinea.

Per Visco ''l’anomalia italiana può essere ricondotta a vari fattori che richiedono politiche coordinate'': e' ''sicuramente importante accrescere la qualità del capitale umano da cui possono attingere le imprese, rendendo il sistema di istruzione scolastica e universitaria più efficiente'', afferma. ''È poi necessario rimuovere gli ostacoli all’incontro efficiente tra domanda e offerta di competenze, ad esempio migliorando il flusso informativo fra università e mondo del lavoro'', conclude.

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