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Crisi: Visco, segni di ripresa ma quadro economico resta fragile (3)

29 marzo 2014 | 13.36
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(Adnkronos) - La debolezza della produttività, aggiunge ancora Visco, ''è evidente sia in chiave storica sia rispetto ai principali concorrenti; si è riflessa in una sfavorevole evoluzione della competitività esterna. Nel periodo 1996-2007 la produttività oraria è cresciuta in media annua dello 0,6 per cento in Italia, più del doppio nell’area dell’euro (1,4), il triplo in Francia (1,7) e in Germania (2,0). Negli anni della crisi, tra il 2008 e il 2012, la produttività è arretrata nel nostro paese (-0,2% in media all’anno), contrariamente a quanto accaduto in Francia e in Germania (0,3) e nella media dell’area (0,7)''.

Tali andamenti, osserva il Governatore della Banca d'Italia, ''riflettono principalmente la mediocre crescita di quella che gli economisti chiamano produttività totale dei fattori, che dipende in misura fondamentale dal capitale umano e dalla capacità d’innovazione e organizzazione delle imprese, oltre che dal contesto istituzionale. Queste determinanti cruciali dello sviluppo presentano nel nostro paese carenze note e finora irrisolte. È utile discuterne congiuntamente, seppur per sommi capi, anche in ragione delle pronunciate interrelazioni tra le tre variabili e della conseguente possibilità che si creino circoli viziosi''.

Una crescita sostenuta della produttività, sottolinea, ''richiede una forza lavoro che sappia da una parte sfruttare appieno le potenzialità delle nuove tecnologie, dall’altra adeguarsi tempestivamente alle rapide trasformazioni dell’economia mondiale. Ma conoscenze e competenze dei lavoratori -rileva- hanno altresì bisogno di imprese e imprenditori dinamici e competitivi che le sappiano valorizzare e aggiornare, in grado di raccogliere le sfide poste dall’innovazione e dalla globalizzazione".

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