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Imprese: Unimpresa, con ritardi Pa persi 5,5 mld l'anno in interessi (2)

29 marzo 2014 | 12.04
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(Adnkronos) - Nonostante gli auspici, spiega Luigi Scipione, docente universitario e membro del Comitato di presidenza di Unimpresa, ''è assai probabile che tali attese saranno deluse. In realtà si accumuleranno ancora ritardi significativi. Le principali difficoltà nel riconoscere tali crediti nascono dal fatto che buona parte di essi sono iscritti in poste fuori bilancio. Da qui l’impossibilità degli enti pubblici di riconoscere sic et sempliciter il debito a favore dell’impresa fornitrice''.

Non solo. ''Il persistere di resistenze alla soluzione del problema va individuato -osserva Scipione- nel conflitto che si trascina da anni tra la Ragioneria dello Stato, che aderisce a una interpretazione restrittiva del problema, e coloro che, al contrario, propendono per una estensiva. Eppure, la ricetta per uscire da questa situazione di impasse è semplice. Per aggirare gli ostacoli frapposti dalla burocrazia sarebbe sufficiente ins erire il meccanismo dell’autocertificazione da parte delle imprese dei crediti vantati verso la pa, allegando la relativa fattura. Questa soluzione è stata, peraltro, adottata con successo in Spagna''.

Secondo Scipione ''l’immissione di questa grande quantità di denaro nell’economia agirebbe da volano per il nostro sistema economico riavviando un circolo virtuoso per la creazione di nuova ricchezza: consentirebbe di risollevare le sorti di migliaia di piccole e medie imprese sull’orlo del fallimento, di allentare gli effetti del credit crunch, di arginare l’avanzata della criminalità organizzata nel tessuto economico, di ripristinare un clima diffuso di fiducia, di attrarre nuovi investimenti dall’estero, di creare lavoro e, ultimo ma non meno importante beneficio, di accrescere le entrate fiscali''.

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