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Imprese: Unimpresa, con ritardi Pa persi 5,5 mld l'anno in interessi

29 marzo 2014 | 12.01
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Roma, 29 mar. - (Adnkronos) - Ammonta a 69,5 miliardi di euro lo stock di debiti della pubblica amministrazione verso le imprese e vale circa 5,5 miliardi la perdita virtuale di interessi che grava sulle stesse aziende a causa dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Sono oltre 215mila le imprese italiane creditrici dello Stato e degli enti locali, con una media di arretrati pari a oltre 322mila euro: la media degli interessi non incassati da ciascuna impresa è dunque pari a più di 25mila euro l'anno. Questi i dati di un rapporto del Centro studi di Unimpresa sulla questione dei debiti della Pa, sulla quale in governo di Matteo Renzi ha promesso un ulteriore intervento dopo i 21,5 mld già pagati nel corso degli scorsi mesi che hanno portato lo stock di arretrati, dunque, da 91 a 69,5 mld.

Nell'industria è pari all'1,2% la quota di imprese in credito con lo Stato: vuol dire che ci sono 5.436 aziende che aspettano di veder saldata una fattura. Nel comparto delle costruzioni (edilizia e ristrutturazioni) la quota di imprese in fila d'attesa è pari al 16,2%, che equivale a 100.926 aziende. Il record è nei servizi: sono 109.131 (il 3,3% del totale del settore) le imprese a cui lo Stato centrale o gli enti locali e territoriali (regioni, province e regioni) devono riconoscere un corrispettivo.

Complessivamente, dunque, sul totale delle imprese italiane (4.383.000) il 4,9% è creditore della pubblica amministrazione: 215.493 aziende, insomma, corrono il rischio di licenziare i dipendenti, di chiudere in perdita un bilancio, di avviare una procedure di crisi, di trovarsi in una pericolosa condizione di insolvenza o, ipotesi peggiore, di imboccare la strada del fallimento. Tutto questo per colpa dei ritardi di pagamento della Pa. Lo stock di arretrati, tra Stato ed enti locali, era inizialmente pari a 91 mld di euro: le misure dell'Esecutivo varate lo scorso anno hanno sbloccato pagamenti per 21,5 mld, ragion per cui, oggi, la montagna di arretrati vale 69,5 mld. (segue)

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