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Industria: Uilm, salvaguardare manifatturiero ma anche ruolo sindacato

29 marzo 2014 | 09.01
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Roma, 29 mar.- (Adnkronos) - Per uscire dallo stallo in cui versa il nostro sistema produttivo servono due azioni congiunte: "da un lato salvaguardare industria e manifattura in particolare, perché senza questo tipo di impresa non può esserci ripresa; dall’altro lato, agire per garantire filtri e mediazioni intermedie, affinchè disagi e diseguaglianze non vadano per proprio conto". Lo si legge nell’editoriale del prossimo numero di “Fabbrica società”, il giornale della Uilm, in cui si sottolinea che sono "tempi cupi per chi fa sindacato".

Il direttore Antonello Di Mario ricorda che martedi' prossimo "a Torino, il confronto con Fiat rischia di concludersi nuovamente con un nulla di fatto, perché l’azienda non vuole rinnovare il contratto nazionale per il 2014-2015". Due giorni dopo, invece a Roma, c'e' un incontro al Ministero del Lavoro, sul rinnovo dei contratti di solidarietà per tremila addetti del gruppo Lucchini e per altrettanti che lavorano nell’indotto ma si tratta, si legge nell'editoriale, di "una vertenza che non vede la fine".

Infine lunedì 7 aprile, sindacati, azienda, istituzioni locali e governo si ritroveranno al Ministero dello Sviluppo economico per ascoltare da parte di Electrolux un nuovo piano industriale. Ma, ricorda la Uilm "nonostante ci sia stata l’intesa per la proroga negli stabilimenti italiani dei contratti di solidarietà riguardanti più di tremila lavoratori, non esiste un testo preciso della multinazionale svedese che garantisca investimenti certi, nessun esubero e tutela occupazionale". Sono "tre esempi dettagliati di appuntamenti nei prossimi dieci giorni in cui emergono le relazioni difficili tra sindacato ed imprese. Ma col governo - conclude la Uilm - non va meglio" visto che il premier Matteo Renzi tende a fare "di ogni erba un fascio" puntando "il dito contro l’intero sindacato, quasi reo di una sopravvenuta inutilità".

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