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Lavoro: deputati Pd, spirito decreto condivisibile ma servono modifiche

29 marzo 2014 | 10.59
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Troppi 36 mesi contratti a termine, rischio apprendistato senza apprendimento

Roma, 29 mar. - (Adnkronos) - La prossima settimana il decreto lavoro arriverà in discussione alla Camera ma "se lo spirito di fondo del ministro Poletti è condivisibile, alcuni punti necessitano sicuramente di alcune modifiche". Lo dichiarano in una nota congiunta i due deputati del Pd Chiara Gribaudo e Antonio Boccuzzi, membri della commissione lavoro della Camera. "Abbiamo certamente apprezzato l’intenzione del Governo Renzi di iniziare dal binomio crescita-lavoro" scrivono i due parlamentari, per i quali "anche la 'velocità' con cui ci si è mossi è stata tutto sommato positiva, perché recepisce il senso di urgenza assoluta con cui bisogna rispondere all’emergenza occupazionale".

"Tuttavia - aggiungono - questa velocità non può comportare un calo di attenzione: non possiamo permetterci errori. Per questo, segnaliamo alcuni punti a nostro avviso da correggere: innanzitutto, nei contratti a termine ci sembrano troppi 36 mesi senza causali e la possibilità di rinnovo fino ad 8 volte in tre anni complessivi non darebbe una risposta al vero dramma del lavoro di oggi, specie per i giovani: lo spezzettamento e la discontinuità". "In secondo luogo - sottolineano Gribaudo e Boccuzzi - non vorremmo che si creasse un apprendistato senza apprendimento, vista l’eliminazione di una formazione pubblica e l’abrogazione del piano formativo individuale. Anche l’eliminazione di una percentuale di stabilizzazione al temine del periodo presenta criticità rispetto alla funzione stabilizzatrice che ci si propone".

Infine, ricordando che il nuovo contratto di inserimento e' stato rimandato ad un futuro decreto, i due parlamentari commentano: "Non vorremmo che potesse in definitiva 'arrivare tardi', risultando meno conveniente e in definitiva superato di fronte ad abbassamenti nelle tutele nelle forme già in essere. Per questo chiediamo che si possa ragionare di una proposta più complessiva e lungimirante". "Lo stesso ministro Poletti - concludono - ha riconosciuto il positivo ruolo del Parlamento nel proporre ed integrare. Crediamo che lavorare per migliorare la bozza del Governo si inserisca ora precisamente in quello stesso spirito".

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