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Grecia: archimandrita Alessio, monaci Monte Athos escano da loro isolamento

29 marzo 2014 | 17.42
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Dopo denuncia monastero Esphigmenou, 'non chiudetevi in voi stessi'

Roma, 29 mar. (Adnkronos) - ''Un asceta ha una visione intransigente, ma questa posizione si scontra spesso con una realtà esterna più paziente e tollerante. I monaci denunciano l'isolamento, ma dovrebbero essere loro stessi a porre fine a questa condizione, venendo fuori dalla loro 'turris eburnea'. Senza dimenticare che sono ospiti di quel luogo santo, non proprietari''. Lo sottolinea all'Adnkronos l'Archimandrita Alessio Mandanikiotis, rettore della Parrocchia Greco-Ortodossa di San Nicola dei Greci di Messina, commentando la denuncia dei monaci del monastero di Esphigmenou sul Monte Athos, in Grecia.

''Chi si fa monaco sul Monte Athos si sente custode dell'ortodossia, di quanto di più spirituale ci sia nel Cristianesimo. Ma quei santi Padri sbagliano a ribellarsi al Patriarca di Costantinopoli, che come rappresentante di quella gloriosa sede si fa portavoce anche di una minoranza incaricata di un'altissima missione religiosa. Cosa resta al religioso se si ribella al suo vescovo? Si può pensare di fare il religioso su un pinnacolo isolato? L'assedio che i monaci denunciano non l'ha voluto nessuno. E' bene ricordare che la virtù cristiana per eccellenza è l'umiltà. Ai monaci del Monte Athos dico: molti vi stimano, vi vogliono bene. Non chiudetevi in voi stessi''.

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