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Ue: Rotondi, necessario stare in Europa e farci sentire di piu'

29 marzo 2014 | 13.21
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"Abbiamo fatto una moneta comune, ma non una patria''

Palermo, 29 mar. - (Adnkronos) - "Il mio ministro ombra dell'Economia, Antonio Martino, è figlio di uno dei fondatori dell'Europa e dice che non bisogna stupirsi se c'è una deriva antieuropea quando l'Europa è interpretata male da chi conduce la danza nelle istituzioni Ue". A dirlo è il parlamentare di Forza Italia e presidente del 'Governo Ombra', Gianfranco Rotondi, commentando con l'Adnkronos il pericolo di una deriva antieuropeista in vista delle elezioni europee di maggio.

Per Rotondi, invece, è necessario "stare in Europa e farsi sentire molto di più. Abbiamo fatto una moneta comune, non una patria comune". Insomma per il parlamentare forzista, quello che manca è la politica, "perché se la Banca centrale europea non può stampare la moneta che patria è? Renzi deve farsi sentire in Europa, ma non solo lui - spiega - La politica italiana compatta deve chiedere più Europa, dando più forza alle istituzioni comunitarie".

A chi dice che il premier sia andato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel con il cappello in mano, replica: "Assolutamente dissento. E' andato con la dignità che hanno avuto tutti i capi del governo italiano, da Berlusconi a Monti, a Letta. Noi possiamo dividerci in Italia, ma quando un capo di governo va a rappresentare il nostro Paese è tutti noi", conclude.

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