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Rai1: "Linea Verde" va in Tunisia tra oasi, palme e dromedari

29 marzo 2014 | 12.54
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Roma, 29 mar. - (Adnkronos) - Nella puntata in onda su Rai1 domani alle12.20, Linea Verde uscirà dai confini nazionali per spingersi a Sud, fino a lambire il deserto del Sahara nel punto in cui entra in territorio tunisino.

Da Ovest verso Est, il viaggio di Linea Verde si snoderà attraverso alcuni dei luoghi più famosi della Tunisia, e lo farà seguendo in parte i progetti che la cooperazione italiana sostiene in quelle zone. Tra i tanti spicca il progetto di Rijm Maatoug, iniziato nel 1990 è giunto ormai alle fasi finali. Un progetto teso a sostenere le popolazioni nomadi e semi nomadi che vivono nel profondo sud tunisino ad un passo dal confine algerino. Un progetto complesso che ha sottratto alla desertificazione quasi 2500 ettari di territorio riportandolo ad una dimensione produttiva secondo l'antico schema dell'oasi che qui è stata riprodotta artificialmente recuperando acqua fossile nascosta sotto il deserto. Ormai Rijm Maatoug è un vero e proprio villaggio che si snoda per quasi 30 kilometri ed è servito da scuole, servizi medici e strutture residenziali.

La puntata racconterà poi dell'oasi di Tozeur e della sua famosa medina, per proseguire verso il mercato di Douz, l'antica porta del deserto dalla quale giungevano le carovane che attraversavano il deserto con i loro carichi di mercanzie. Ancora oggi il suk di Douz, con i suoi dromedari, le spezie e l'artigianato locale, è molto attivo e permetterà di capire molto della cultura dei berberi che da sempre abitano queste zone. Grazie a Marino Zecchini, un antropologo italiano, che vive da più di 30 anni in Tunisia racconterà come si è passati dal concetto di suk a quello di mercato globale anche a queste latitudini. Il viaggio si chiuderà nel sud est della Tunisia in prossimità dei villaggi di Matmata e Toujane, è il territorio dei villaggi ipogei che si sono sviluppati sotto il livello del terreno e degli ksour, gli antichi granai fortificati che ancora oggi ci affascinano con la loro architettura funzionale e bella. Anche in questa zona la cooperazione gioca un ruolo importante, cercando di dare nuova linfa alle vecchie tradizioni artigianali come quella della tessitura e colorazione dei tappeti. E' anche la zona in cui risiede l'Institut des Régions Arides di Medenine, che cerca di studiare le piante e gli animali dei territori aridi per capirne le peculiarità e per preservare una biodiversità tanto rara quanto preziosa. Un viaggio complesso quindi, che mostrerà come la cooperazione produca uno scambio prolifico tra diverse culture che nel momento in cui si incontrano crescono e generano meccanismi virtuosi di crescita economica e di apprendimento.

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