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Abruzzo: in mostra a Roma gli eremi nella natura selvaggia del Parco Nazionale Majella (3)

30 marzo 2014 | 18.01
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(Adnkronos) - Fin dal neolitico le grotte del Parco Nazionale della Majella furono il luogo elettivo per coloro che cercavano un contatto profondo e diretto con la divinità: qui si svolgevano riti religiosi e si offrivano doni votivi. Nel succedersi dei secoli e secondo le diverse forme religiose, dai riti neolitici ai culti italici e romani, dall’avvento del cristianesimo alle sue forme di vita eremitica, molti di questi siti hanno conservato sino ad oggi la funzione di luogo sacro. Gli eremiti si insediarono inizialmente nelle grotte, negli antri e negli incavi delle rocce senza nessun sistema di protezione; successivamente, fu la devozione dei fedeli ed anche l’ampliamento della comunità eremitica a portare a realizzare degli ingressi ed a erigere delle cappelle addossate o quasi compenetrate negli speroni rocciosi.

Molti erano gli uomini e le donne, abitanti nelle zone limitrofe, che si recavano dagli eremiti per intercedere con preghiere, guarigioni, miracoli, venendo a mescolare, in un sincretismo evidente, religiosità popolare e culti pre-cristiani. Le tracce storiche, gli insediamenti eremitici e monastici sono ancora perfettamente conservati ed inseriti nel contesto ambientale selvaggio e sono luogo ancora di pellegrinaggi e riti religiosi.Le testimonianze di questa particolare presenza religiosa, dei rapporti profondi e della venerazione che questi asceti hanno impresso nella cultura delle comunità locali, sono molteplici ed ancora oggi le testimonianze di questo passato sono diffuse e vive tra la gente della Majella e dell’Abruzzo interno.

Quanti sono gli eremi in Abruzzo? Un censimento preciso sfugge a qualsiasi analisi.Di certo si puo' dire che presenze di eremi si hanno nel territorio del Salinello,del Gran Sasso Orientale, del Gran Sassoi Meridionale,in Marsica e Valle Roveto,Valle del Sagittario. Ma è sopratutto nel territori del Parco Nazionale della Majella che si ha la presenza piu' numerosa.Se ne calcolano almeno 40 alcuni molti dei quali sono tappa d'obbligo per turisti e studiosi ma anche per quanti intendono immergersi nella natura incontaminata di questa parte dell'Abruzzo interno.

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