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Mafia: 29 anni fa la strage di Pizzolungo, una settimana per non dimenticare (2)

30 marzo 2014 | 17.46
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Per quella strage, grazie a dichiarazioni di collaboratori giustizia sono stati condannati boss mafiosi

(Adnkronos) - Barbara, Salvatore e Giuseppe, invece, vengono catapultati a chilometri di distanza e la loro auto disintegrata. Sul luogo della strage una voragine. Un istante di morte insensata e un rumore sordo, terrificante. Sul luogo della strage Nunzio Asta, padre e marito, ormai vedovo, arriva tra i primi, ma non c'è nulla che può fargli pensare ai suoi cari. Nulla da ricollegare alla sua famiglia distrutta, annientata. Ad avvisarlo della tragedia, qualche ora dopo sarà un poliziotto. Al telefono gli chiederà il numero di targa della Volkswagen guidata dalla moglie.

Per quella strage, grazie anche alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia sono stati condannati boss mafiosi del calibro di Salvatore Riina, Vincenzo Virga, Antonino Madonna e Baldassarre Di Maggio. Sono stati loro, hanno appurato le sentenze, i mandanti dell'eccidio, tuttavia a distanza di quasi 30 anni restano sconosciuti gli esecutori materiali. Nel 2008 ai due gemelli è stata intitolata la scuola di Erice, nel trapanese. L'anno dopo qualcuno ha deciso di protestare dando alle fiamme l'edificio. Ma proprio in quell'istituto, il sindaco Giacomo Tranchida ha presentato il programma di 'Non ti scordar di me', l'iniziativa istituita per ricordare Barbara e i suoi gemelli. Una settimana di manifestazione ed appuntamenti, partita giovedì scorso e che si concluderà il prossimo 7 aprile, e un unico filo conduttore: la rinascita e il risveglio civile.

"Quella di Pizzolungo fu una delle prime stragi con vittime innocenti, due bambini - dice all'Adnkronos il primo cittadino di Erice -. Un eccidio che ha profondamente sconvolto una comunità, ma che è stato spesso dimenticato, caduto nell'oblio, forse anche per un deficit di attenzione politica". Là, su quel luogo di morte, volevano costruire uno stabilimento balneare. "Ma non è con il silenzio, cancellando una pagina buia della nostra storia, che si può costruire il futuro - aggiunge Tranchida -. Ricordare quella mattina di 29 anni fa significa per noi rinnovare un impegno e farlo coinvolgendo i giovani, perché è soprattutto da loro che parte la rinascita, il riscatto civile e sociale di un intero territorio". (segue)

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