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Musy: domani si apre nuovo processo a Furchi' in Corte d'Assise (2)

30 marzo 2014 | 16.40
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Ha sempre negato ogni accusa

(Adnkronos) - In questi anni Furchì ha sempre sostenuto di non essere lui l’attentatore che quella mattina sparò a Musy nel cortile della sua abitazione nel centro della città. Di altro parere la procura: secondo il pm Roberto Furlan dietro il casco integrale marca Acerbis ripreso dalle telecamere del quartiere c’era proprio Francesco Furchì, con il suo rancore verso il consigliere comunale che lo avrebbe spinto a vendicarsi. Secondo i consulenti della Procura, che hanno analizzato i filmati, Furchì avrebbe una compatibilità di oltre il 90% con la struttura fisica e la camminata dell’uomo con il casco.

Ma Furchì, assistito dagli avvocati Giancarlo Pittelli e Mariarosaria Ferrara, ha sempre negato ogni accusa. Non ha mai avuto cedimenti, nemmeno quando in aula si era seduta la moglie del consigliere comunale, Angelica. Secondo la procura il 50enne avrebbe deciso di uccidere il consigliere Udc per una serie di torti che riteneva di aver subito. Un personaggio definito nelle carte ‘ambiguo’: presidente della Magna Graecia Millennium, associazione di promozione della cultura calabrese, alle ultime comunali era stato candidato nella lista “Alleanza per la città” che sosteneva la candidatura a sindaco di Musy.

Senza un’occupazione precisa “un faccendiere” lo definisce il magistrato nel decreto di fermo, a cui piace avere contatti con personaggi di rilievo. Anche sua moglie, dalla quale è in separazione e che lo ha accusato di ‘violenze in famiglia’ (questo processo si aprirà mercoledì), in una telefonata intercettata era stata impietosa “un pazzo che crede alle sue palle” e che “vive in un mondo virtuale” lo aveva definito. (segue)

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