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Storia: Matilde di Canossa 900 anni dopo, legge per ricordare figura e luoghi /Adnkronos

30 marzo 2014 | 13.28
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da deputati Pd arriva proposta, donna centrale per Italia e identita' europea

Roma, 30 mar. (Adnkronos) - Andare a Canossa, un'espressione di uso comune per indicare ammissione di sconfitta e pentimento, nel ricordo dei tre giorni e delle tre notti passati in ginocchio sulla neve da Enrico IV per chiedere a papa Gregorio VII la revoca della scomunica. E ora a Canossa, per celebrare però la figura di Matilde, "cugina dell’imperatore ma convinta paladina della riforma della Chiesa portata avanti dal Pontefice", e per valorizzare quei luoghi che hanno avuto un ruolo centrale nella storia, vogliono andare i deputati del Pd Antonella Incerti, Marco Carra e Maino Marchi, autori di una proposta di legge "per lo studio della figura di Matilde di Canossa, in occasione del nono centenario della sua morte, nonché per la tutela e la valorizzazione culturale, ambientale e turistica dei luoghi e dei territori legati alla sua memoria".

Matilde di Canossa infatti morì a Bondeno di Roncore il 15 luglio 1115 e venne dapprima sepolta nel monastero di San Benedetto Po, fondato da suo nonno Tedaldo, da dove, nel 1644, la sua salma fu trasferita nella Basilica di San Pietro a Roma dove tuttora si trova. "Siamo dunque alla vigilia -ricordano i tre esponenti Democratici- del nono centenario della sua morte, che il nostro Paese dovrebbe adeguatamente celebrare valorizzando la sua figura e ciò che essa ha rappresentato nella storia dell’Italia e nell’edificazione della storia moderna e dell’identità culturale europea".

"Figlia di Bonifacio di Toscana e di Beatrice di Lorena, domina uno dei passaggi storicamente più delicati della storia del Medioevo italiano ed europeo: quello della fine del grande potere feudale e della nascita dei Comuni, un periodo denso di vicende politiche e militari che ha visto il trasferimento del potere temporale nel cuore delle città, lo sviluppo dell’agricoltura e la nascita delle grandi cattedrali. Essa, prima insieme alla madre e poi da sola –cosa non consueta per una donna del suo tempo– anche in momenti drammatici di lotta e di battaglie condotte in prima persona, ha governato per quasi quaranta anni una vasta estensione di territorio" che andava dalle Prealpi bresciane al Lazio settentrionale. (segue)

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