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Notizie Flash: 2/a edizione - La cronaca (7)

30 marzo 2014 | 18.37
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Roma. Il 66,1% dei separati che si rivolgono alla Caritas dichiara di non riuscire a provvedere all'acquisto dei beni di prima necessita'. Lo evidenzia il nuovo Rapporto Caritas 2014 su povertà ed esclusione sociale in Italia, dal titolo 'False partenze', che apre una finestra sul fenomeno della povertà in Italia secondo l’esperienza di ascolto, osservazione e animazione svolta dalla 220 Caritas diocesane presenti sul territorio nazionale. Nel Rapporto è riportata una sintesi dei principali risultati della prima indagine nazionale sulla condizione di vita dei genitori separati, finalizzata a far emergere soprattutto il legame tra rottura del rapporto coniugale ed alcune forme di povertà o disagio socio-relazionale. La rilevazione ha coinvolto la rete Caritas e quella dei Consultori familiari d’ispirazione cristiana. Sono state realizzate 466 interviste a genitori separati, presso centri di ascolto (36,9%), consultori familiari (33,5%), servizi di accoglienza (18,5%) e mense (8,2%). Dai dati si evidenzia un forte disagio occupazionale degli intervistati: il 46,1% è infatti in cerca di un’occupazione. Dopo la separazione, inoltre, diminuisce notevolmente la percentuale di coloro che vivono in abitazioni di proprietà o in affitto. Al contrario aumentano vistosamente le situazioni di precarietà abitativa: cresce il numero di persone che vivono in coabitazione con familiari ed amici (dal 4,8% al 19,0%), che ricorrono a strutture di accoglienza o dormitori (dall’1,5% al 18,3%), o vivono in alloggi impropri (dallo 0,7% all’5,2%). (segue)

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