cerca CERCA
Lunedì 15 Agosto 2022
Aggiornato: 03:01
Temi caldi

Notizie Flash: 2/a edizione - L'economia

30 marzo 2014 | 18.36
LETTURA: 1 minuti

Roma. L'andata e ritorno della crisi hanno lasciato il segno sull'economia italiana, che sta ancora attraversando una fase recessiva ''particolarmente lunga e intensa'': sommando il primo round (2008-2009) al secondo (2011-2013) si ottiene un effetto devastante sulla produzione industriale del paese; in 5 anni ha perso un quarto del prodotto. E' quanto emerge dal rapporto Istat 2014, sulla competitività dei settori produttivi, che ha analizzato le performance delle imprese e dei comparti manifatturieri italiani. Tra il 2011 e il 2013, sottolinea l'istituto, il periodo recessivo è stato ''caratterizzato da una forte e persistente caduta'' della domanda interna e da un rallentamento, nel 2013, di quella esterna. L'impatto della crisi sulle economie europee, osserva l'Istat, ''è stato notevolmente differenziato. La Germania è l'unico paese ad aver recuperato quasi pienamente i livelli produttivi precedenti alla crisi; mentre la Spagna, che ha perso un terzo del prodotto industriale, riesce a superare l'Italia nella performance negativa. Francia e Regno Unito si collocano in una posizione intermedia, tra i due estremi.Gli effetti della crisi, secondo quanto emerge dal rapporto dell'Istituto di statistica, sono stati ''notevolmente marcati'' per il settore dei beni e di consumo durevoli, in particolare in Italia e Spagna. Per quanto riguarda i beni intermedi, invece, nell'ultimo anno sono stati registrati ''segnali positivi'' in tutti i paesi. Dall'analisi disaggregata, per gruppi di attività economiche, emerge che gli effetti della recessione sono stati ''particolarmente pervasivi'' nel tessuto produttivo di Italia e Spagna, dove sono stati registrati cali produttivi di oltre il 20% in ben due terzi del settori, tra il 2007 e il 2013. (segue)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza