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Riforme: Grasso, superare bicameralismo ma non abolire Senato

30 marzo 2014 | 10.47
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Accelerare il processo legislativo senza indebolire la democrazia

Roma, 30 mar. (Adnkronos) - "Aldilà delle semplificazioni mediatiche, nessuno pensa di abolire il Senato, ma di superare il bicameralismo attuale". Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso che, intervistato da 'La Repubblica', spiega: "Dobbiamo accelerare il processo legislativo senza indebolire la democrazia". Per la seconda carica dello Stato "con un sistema fortemente maggioritario, con un ampio premio di maggioranza e una sola Camera politica, il rischio è che possano saltare gli equilibri costituzionali e ridursi gli spazi di democrazia diretta".

Il nome, poi, dovrebbe restare invariato: "Non rinuncerei mai ad una parola italiana che viene usata in tutto il mondo. Lascerei -prosegue Grasso- il nome di Senato, e dovrebbe essere composto da rappresentanti delle autonomie e componenti eletti dai cittadini". All'obiezione che così crollerebbe il sistema immaginato dal premier Matteo Renzi, Grasso replica: "Non è la stessa proposta perché io immagino un Senato composto da senatori eletti dai cittadini contestualmente alle elezioni dei consiglieri regionali, e un quota di partecipazione dei consiglieri regionali eletti all'interno degli stessi consigli".

Inoltre, ci sarebbe la possibilità di partecipazione senza diritto di voto dei presidenti delle Regioni e dei sindaci delle aree metropolitane. Il Senato immaginato da Grasso "non dà la fiducia, non si occupa di leggi attuative del programma di governo, né di leggi finanziarie e di bilancio. Il rapporto con il governo su questi punti deve restare solo e soltanto alla Camera". E le leggi di cui dovrebbe occuparsi, vi sarebbero quelle relative agli interessi territoriali, "leggi costituzionali o di revisione costituzionale, di legge elettorale, ratifica dei trattati internazionali, di leggi che riguardano i diritti fondamentali della persona".

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