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Medicina: ecco il sangue artificiale, studio Italia-Usa promuove MP4OX

31 marzo 2014 | 15.53
LETTURA: 1 minuti

Utile per trasfusioni d'urgenza e 'scudo' per pazienti anemici e ipossici

Milano, 31 mar. (Adnkronos Salute) - Si chiama MP4OX, deriva dall'emoglobina umana e funziona da sangue artificiale: può essere utilizzato per le trasfusioni d'urgenza, come salvavita 'jolly' indipendentemente dal gruppo sanguigno del paziente, e ha proprietà protettive nei malati anemici e ipossici aprendo la strada a importanti prospettive terapeutiche. Il composto supera l'esame di uno studio condotto dal team di Michele Samaja, gruppo di Biochimica del Dipartimento di scienze della salute dell'università degli Studi di Milano, in collaborazione con l'università di San Diego e alcune società biotech californiane. La ricerca è pubblicata su 'Transfusion', rivista dell'American Association of Blood Banks.

La cronica mancanza di sangue da trasfusione nel mondo occidentale - ricordano gli esperti della Statale meneghina - ha stimolato da diversi anni la corsa a un sostituto artificiale con caratteristiche in grado di competere con quelle del sangue umano. Mentre ci si è resi conto che il sangue umano nella sua intera complessità è ancora insostituibile, si è comunque scoperto che alcune delle sue funzioni possono essere emulate o da sostanze artificiali (per esempio i perfluorocarbonati) o da derivati di materiali biologici come appunto il MP4OX, valutato nell'ambito di una collaborazione scientifica Italia-Usa.

Lo studio dimostra che MP4OX, oltre a poter integrare con successo - se non addirittura sostituire - la trasfusione di sangue soprattutto in condizioni di urgenza, è in grado di svolgere una inaspettata funzione protettiva contro il danno arrecato ai tessuti e agli organi dall'ipossia (carenza di ossigeno) e dall'ipovolemia (ridotto volume di sangue circolante). Dai test risulta infatti che, negli animali da esperimento, la presenza di MP4OX nel sangue causa nelle cellule cerebrali una serie di risposte molecolari che suscitano nei neuroni la capacità di difendersi dal danno causato dall'ipossia e dall'ipovolemia. (segue)

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