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Roma: Caffe' Aragno verso chiusura, addio a ritrovo Ungaretti e Marinetti (2)

31 marzo 2014 | 19.09
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Nelle sue sale nasceva 'La Ronda', si sfidavano visioni classicismo-espressionismo

(Adnkronos) - ''In particolare -spiega l'azienda- si evidenziano, affitti elevati e investimenti insostenibili per un operatore di ristorazione che deve confrontarsi con margini ridotti''. A determinare la ''situazione di eccedenza del personale impiegato'', scrive la societa' Autogrill nella lettera di licenziamento collettivo inviata il 24 marzo scorso ai dipendenti, e' ''il persistere del calo del fatturato di questi ultimi anni''. Nel dettaglio: nel 2012 e' stato fatturato un ''delta negativo rispetto all'anno precedente del 13,4%'', mentre nel 2013 si e' registrato un ''delta negativo rispetto al 2012 del 7,6%'', con ''un conseguente peggioramento del conto economico del locale in oggetto'', che ''ha evidenziato una perdita nel 2012 pari a oltre 700mila euro e nel 2013 pari a circa 930mila euro''. C'e' stato, inoltre, un ''incremento dell'incidenza del costo del lavoro dal 2011 al 2013 del 4,6%, passando dal 31 al 35,6%''.

Ricordato come Caffe' Nazionale nel 1882, immortalato da Matilde Serao ne 'La conquista di Roma' del 1885, il Caffe' Aragno (all'interno dell'ottocentesco palazzo Marignoli) e' stato anche ''cuore di Roma'' secondo Emile Zola, nonche' teatro del clamoroso schiaffo che porto' al duello alla sciabola tra Massimo Bontempelli e Ungaretti nel 1926. Nelle sue sale si discuteva e si creava 'La Ronda', rivista pubblicata tra il 1919 e il 1923. Nei primi decenni del '900 il Caffe' Aragno divenne luogo d' incontro alla moda e ritrovo preferito di intellettuali e artisti gia' affermati e d'avanguardia. Come Fillippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento futurista.

Il locale, sempre saturo del fumo dei suoi habitue', ha le pareti color tabacco, con grandi specchiere e due finestre che si aprono su via delle Convertite. Alle pareti c'e' un lungo divano foderato di tela,con una trentina di tavoli in ferro col ripiano di marmo. E' qui che avvengono le piu' scottanti discussioni sull'arte: dal futurismo, dicevamo, al 'ritorno all'ordine'. E' qui che si sfidano le idee di 'Valori plastici' e de 'La Ronda', le opposte visioni del classicismo e dell'espressionismo. (segue)

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