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Roma: Caffe' Aragno verso chiusura, addio a ritrovo Ungaretti e Marinetti

31 marzo 2014 | 19.08
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I 77 dipendenti protestano 'licenziati via fax' - azienda avverte 'perdite insostenibili'

Roma, 31 mar. (Adnkronos) - E' scampato alla demolizione nel 1883. E' sopravvissuto alla bomba esplosa nel 1906. Ha superato indenne l'avvento del fascismo, il rinnovo del 1932, la cessione all'Alemagna nel 1955 e alla societa' Autogrill poi. Stavolta il Caffe' Aragno rischia di scomparire. Uno dei caffe' letterari piu' famosi d'Italia, a due passi da piazza Montecitorio, trasformato negli ultimi anni in fast food 'Spizzico' per i turisti del centro romano, potrebbe chiudere i battenti entro l'estate. Per sempre. Dall'8 giugno lo storico locale di via del Corso, al numero civico 181, frequentato da Giuseppe Ungaretti e Oscar Wilde, licenziera' tutti i suoi 77 dipendenti attualmente in servizio.

''E' assurdo, vogliono mandarci in mezzo alla strada senza preavviso, come se fosse una cosa normale, chiediamo l'intervento del governo Renzi'', protesta un gruppo di lavoratori, che stamane ha organizzato un sit in davanti all'ingresso principale del punto vendita. 'Autogrill ci ha licenziato per fax!', si legge su un maxistriscione esposto sul marciapiede. ''Ci mandano via senza alcun tavolo di trattativa, senza alcun rispetto per la nostra dignita' di uomini, donne, padri e madri di famiglia'', denuncia Cleopatra, giovane mamma con un figlio disabile. ''Per ora abbiamo indetto uno sciopero bianco, ma siamo pronti a qualsiasi iniziativa utile, ci consulteremo con i sindacati'', assicura Paola.

''L'azienda ci ha comunicato l'apertura della procedura collettiva per 77 persone, di cui 8 con contratto di apprendistato, con un fax il 24 marzo scorso, alle 18.43'', dice Daniele, che spiega il suo disagio: ''Vivo con mia madre anziana, se mi mandano in mezzo a una strada, non so come fare''. Autogrill motiva cosi' la sua scelta: ''Abbiamo deciso di cessare le attivita' nel punto vendita di Roma a causa di condizioni economiche che nel corso degli anni sono diventate insostenibili, aggravate negli ultimi anni dalla negativa congiuntura economica generale. Il locale ha segnato nel 2012 una perdita di 700 mila euro e la situazione e' peggiorata ulteriormente nel 2013 quando la perdita ha raggiunto i 930 mila euro''. (segue)

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