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Architettura: Padiglione Italia a Mostra di Venezia nel segno degli 'Innesti' (2)

31 marzo 2014 | 17.21
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Franceschini, dovremmo porci il problema della riqualificazione delle periferie urbane

(Adnkronos) - Il Padiglione Italia si proietterà anche sul prossimo Expo 2015 di Milano: una parte ne descriverà il lavoro in corso. "C'è una sezione -afferma l'architetto Zucchi- nella quale mostreremo il work in progress dell'Expo. Stiamo raccogliendo tutti i progetti internazionali che, piano piano, riempiono l'impianto stesso. Abbiamo chiamato a lavorare alcuni studi di architettura chiedendo loro di dare un'idea su come la forma dell'Expo vivrà dopo l'Expo, cioé su come quell'area potrà diventare tra 20 o 30 anni". Ad arricchire il Padiglione Italia ci saranno anche due iniziative particolari: La prima è costituita dal contributo di un video di cinque minuti richiesto a persone comuni con cui si potrà raccontare uno spazio pubblico. "Faremo un grande mosaico che rappresenterà la diversità italiana", rimarca Zucchi.

La seconda è invece la richiesta, avanzata nei confronti di diversi grandi architetti, di raccontare l'architettura italiana in una cartolina: "Abbiamo chiesto -dice Zucchi- a 20 architetti tra cui Chipperfield di mandare una cartolina con cui raccontare l'importanza che ha avuto, e che continua ad avere, per loro l'arte architettonica italiana. L'Italia è molto rilevante nella cultura internazionale", spiega ancora Zucchi.

La Biennale, osserva il ministro Franceschini, "è un modello, sia dal punto di vista della qualità dell'offerta sia dal punto di vista della gestione. Un modello di come ci possa essere una buona integrazione tra pubblico e privato". Il tema scelto dal Padiglione Italia, per Franceschini, è utile perché apre la strada ad una riflessione sulla modernità. "C'è molta attenzione, giustamente, per la tutela e la valorizzazione dei nostri beni, ma poca per la modernità. Non c'è alcuna contraddizione tra la tutela e valorizzazione di ciò che abbiamo e la capacità di investire sul talento e la creatività. Proprio per questo- afferma il ministro - dovremmo porci il problema delle periferie urbane di cui non ci occupiamo. Perché - si chiede Franceschini- non possiamo usare la formula degli 'Innesti' per riqualificare le nostre periferie urbane che sembrano condannate ad essere marginali?".

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