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Crisi: Emilia Romagna, in 2014 Pil previsto al +1% ma la ripresa e' fragile

31 marzo 2014 | 16.54
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resta nodo lavoro con tasso di disoccupazione all'8,5% nel 2013

Bologna, 31 mar. - (Adnkronos) - Non ancora ripresa, ma un'inversione di tendenza che potrebbe irrobustirsi. Intanto, per il 2014 si conferma la previsione di incremento dell’1% del Pil regionale, mentre resta pesantissimo il tasso di disoccupazione che è passato dal 7,1% del 2012 all’8,5% del 2013. Questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dall’indagine congiunturale che riguarda la chiusura dell’anno 2013 e le previsioni per il 2014 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia Romagna, Confindustria Emilia Romagna e Intesa Sanpaolo.

Il 2013 si è chiuso con un Pil al -1,5%, ma la fase recessiva sembra essere in attenuazione. Il bilancio annuale, infatti, è apparso migliore rispetto al 2012. Tuttavia, il volume di produzione resta molto inferiore ai livelli precedenti la crisi. Una situazione che, secondo l'indagine, si protrarrà ancora.

Il fronte caldo resta quello del lavoro. In un anno, gli occupati sono diminuiti di 31.227 unità, di cui circa 13 mila nel solo manifatturiero. Ma permane anche uno stato di difficoltà per le imprese, anche se non manca qualche segnale positivo, esclusivamente legato al commercio con l’estero. Nella sola industria manifatturiera nel 2013, le imprese attive sono diminuite di 1.166 unità, pari al -2,6%. Il calo ha riguardato tutti i settori, in particolare legno-mobili, ceramica e anche la meccanica, con l’unica eccezione dell’alimentare. Complessivamente, l’anno si è chiuso con un calo della produzione e del fatturato del 2,8%. Migliore la tenuta solo per le industrie alimentari che segnano -0,6%. (segue)

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