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Energia: studio, nel 2020 possibile nascita 475mila energy communities

31 marzo 2014 | 17.05
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Indagine per forum innovazione Gdf Suez, 37% italiani sarebbero interessati

Milano, 31 mar. (Adnkronos) - Nel 2020 potrebbero esistere in Italia 475mila energy communities - formate da industrie, condomini, ospedali, centri commerciali, pubbliche amministrazioni - per autoprodurre e consumare energia con ricadute rilevanti per l'economia. Il volume d'affari potrebbe aggirarsi intorno ai 29 mld di euro con benefici sistemici per il made in Italy, dalla domotica all'illuminotecnica. Sono i dati che emergono dallo studio realizzato da Ambrosetti e Politecnico di Milano e presentati oggi al secondo forum sull'innovazione energetica organizzato da Gdf Suez.

In particolare, attraverso queste forme di 'eCollaboration', si ottimizzerebbe l’uso di energia prodotta da fonti rinnovabili, si agevolerebbe l’applicazione di misure di efficienza energetica e si otterrebbero vantaggi sui costi delle bollette. Secondo l'indagine condotta dall’Istituto Piepoli, il 37% degli intervistati in futuro "potrebbe essere interessato a partecipare ad un progetto di Energy Community". Tra le motivazioni principali, i risparmi sulla bolletta ed il minore impatto ambientale.

"Gdf Suez - afferma Aldo Chiarini, Ad di Gdf Suez Energia Italia - vuole essere il leader della transizione energetica già partita in Europa. Anche in Italia - continua - il gruppo contribuisce alla crescita ed evoluzione del mercato per assicurare competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità ambientale". In questo senso, il gruppo "è anche impegnato sul fronte ambientale con un tasso di emissioni del 20% al di sotto della media mondiale e con l’obiettivo di ridurlo di un ulteriore 10% entro il 2020".

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