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Multiutility: Gamberale, sogno grande aggregazione per acqua e rifiuti (2)

31 marzo 2014 | 16.38
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(Adnkronos) - Gamberale ripercorre, durante il convegno Aifi, la storia recente delle multiutility, come Acea, A2a, Iren e Hera, di cui nei primi anni 2000 si è tentata la privatizzazione, "purtroppo rimasta spesso incompiuta". Secondo il manager, "bisognerebbe avere il coraggio, per settori come l'acqua e i rifiuti di fare ciò che il primo Governo di Centrosinistra fece per l'energia elettrica nel 1963, quando, partendo da numerosissimi operatori locali, nacque Enel".

E questo perchè "solo player di dimensioni rilevanti e specializzati possono generare cash flow quantitativamente sufficienti alla realizzazione di nuovi investimenti". Laddove, invece, "le aziende infrastrutturali sono rimaste totalmente o a maggioranza pubblica, specialmente a livello locale, hanno progressivamente risentito delle carenze della finanza pubblica, di gestioni opache, di inefficienze dovute alla frammentazione degli asset".

Le infrastrutture, invece, oggi "possono ritornare ad essere un volano di sviluppo, fornendo l'impulso necessario alla ripresa economica del nostro Paese". La stessa F2i ha offerto "un modello" al mondo delle infrastrutture in Italia. Gamberale elenca gli ultimi risultati ottenuti dal fondo: nel 2013 ha raggiunto un fatturato di 2,2 mld, con Ebitda pari a 850 mln e investimenti pari al 55% dell'Ebitda (480 mln). Nelle multiutility, lo spazio deve essere lasciato ai privati: "Il ruolo di aggregatore non può più essere assolto dallo Stato per carenza di finanza pubblica, che, in passato, è stata il motore dello sviluppo delle infrastrutture. La gestione efficiente delle infrastrutture può - conclude - essere perseguita solo attraverso la finanza privata, purchè sana e non speculativa".

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